Vasco Rossi, il racconto di un fan: «L’ho incontrato, si è avverato il mio sogno»

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Vasco Rossi

Incontrare il proprio mito e coronare un sogno. A volte i desideri si avverano. È quello che recentemente è avvenuto a Francesco, un ragazzo calabrese, che ha voluto condividere con noi la sua emozione. Di seguito il suo racconto.

Il mio incontro con Vasco Rossi

Ognuno di noi nella vita ha delle passioni che lo fanno stare bene. Nel mio caso le passioni sono la F1 e la musica. Nello specifico, un cantante in particolare che in Italia riempie gli stadi perché le sue canzoni fanno stare bene: Vasco Rossi. Vi racconto quello che mi è successo qualche giorno fa: se me lo avessero detto, non ci avrei mai creduto.

Mi chiamo Francesco Frezza, vengo da un paese calabrese che affaccia sul mare, Scalea (Cs). Seguo Vasco ai concerti dal 2005. Da quell’anno, ogni volta che Vasco è in tour cerco di farmi un paio di date. Il mio primo concerto è stato a Salerno, 13 anni fa. Rimasi colpito da come Vasco comunicava attraverso le canzoni che cantava, le emozioni, la gioia, la rabbia, e a volte anche la malinconia che quella canzone in quel momento trasmetteva. E lo percepivano tutte le 40 mila persone presenti nello Stadio.

Il bello dei concerti è che fai amicizia con persone sconosciute ma che hanno la tua stessa passione, e che, involontariamente diventeranno la tua seconda famiglia. Perché è con loro che poi ti organizzi, per andare tutti insieme in qualche data del tour per ritrovarsi sotto il palco e cantare insieme le canzoni che ci accompagnano durante la nostra vita quotidiana.

Dal 2005 ad oggi ho assistito a venti concerti, girando tutta Italia, da Messina a Milano, passando anche a Cosenza nel 2007 e ovviamente immancabile a Modena Park nel 2017, l’evento record da 220 mila presenze.

Ho sempre visto Vasco lato cantante, non avendo mai voluto disturbare il lato uomo. Ma qualche giorno fa, alcuni miei amici mi hanno spronato in questa meravigliosa avventura. Chi segue Vasco da tanto conosce le sue abitudini, quando va a Zocca a casa sua, o quando si concede un po’ di relax in determinati luoghi.

E proprio in uno di questi posti, che definisco per ovvi motivi “località segreta” si è avverato il mio sogno. Sia chiaro, sono partito a scatola chiusa, sapevamo che Vasco era li in base alle storie Instagram che pubblicava, ma non sapevamo se quel giorno a quell’ora sarebbe uscito per concedersi ai fan. Ma per mia fortuna è avvenuto.

Sono partito con la convinzione di non incontrarlo. Ma quando sono arrivato, insieme a me c’erano altri sei ragazzi speranzosi come me di vederlo. Dopo aver atteso fuori cinque ore, ci rendevamo conto di aver fatto un buco nell’acqua. Quando all’improvviso si apre quella porta ed esce lui. Vasco. Insieme alla sua guardia del corpo.

Ci avviciniamo e in modo molto educato lo salutiamo. Lui molto tranquillamente si concede a noi. Quando si avvicina a me tremavo dall’emozione. Mentre firma alcuni autografi gli chiedo di farci una foto. Tremavo tutto dall’emozione, tant’è che al momento della foto il mio braccio che era nella sua spalla non smetteva di tremare e Vasco esclama alzando le mani: «Stai tranquillo e non tremaree». Dicendolo con il sorriso, mi ha fatto sciogliere e mi ha concesso un abbraccio.

Io l’ho ringraziato per le canzoni che scrive e le emozioni che trasmette. Perché sono sicuro che ognuno di noi, almeno in una canzone di Vasco, ci si riconosce. Perché sembra che parli di noi in un momento della nostra vita.

Ringrazio Vasco per la disponibilità e a chi mi ha permesso questo incontro, che non dimenticherò mai.

Vasco Rossi

Marco Pagliettini
Nato a Lavagna (GE) il 26 luglio 1970, nel giorno in cui si sposano Albano e Romina, dopo un diploma in ragioneria ed una laurea in economia e commercio, inizio una brillante (si fa per dire) carriera come assistente amministrativo nelle segreterie scolastiche della provincia di Genova e, contemporaneamente, divorato dalla passione del giornalismo, porto avanti una lunga collaborazione con l’emittente chiavarese Radio Aldebaran, iniziata nel 2000 e che prosegue tuttora. Per 15 anni ho collaborato anche con il quotidiano genovese Corriere Mercantile. Dal 2008 e fino alla sua chiusura ho curato il blog Atuttovasco.

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