Pantafa
di Emanuele Scaringi
con Kasia Smutniak, Greta Santi, Mario Sgueglia, Betti Pedrazzi, Mauro Marino
Una mamma sola con la bambina prende una casa in montagna a Malanotte. Per curare la bambina con l’aria buona. Casa scura, temporali, rumori strani, gente ruvida, paese spopolato, dialetto stretto: e la bambina di notte sogna un essere che come l’incubo di Fussli gli preme sul petto e, come dicono dei gatti, gli ruba il respiro. C’è anche una vecchia superstiziosa che insiste con gli esorcismi e la mamma che ogni tanto è esasperata e fa cose incontrollate. Se una leggenda popolare di Malanotte dice che l’essere è la Pantafa che viene a rubare i bambini, allora ci sarebbe da avere paura. Il film è suggestivo, ma non decide che strada prendere: se quella dell’irrazionale commerciale del cinema horror, o quella più complicata delle mitologie spiegate con l’antropologia (gli usi di Malanotte) e la psicologia. A rischio tedio. Di solito, quando una bambina sogna una creatura che le pesa addosso e le cava il fiato, di chi sta parlando?






































