Air- La storia del grande salto
di Ben Affleck
con Matt Damon, Ben Affleck, Jason Bateman, Marlon Wayans, Chris Messina
Questa è la storia anni Ottanta di come un maschio bianco fuori forma di mezza età convinse la mamma del più promettente giocatore nero di basket a far entrare il figlio nella NBA indossando un paio di scarpe Nike. A quel tempo solo Adidas e Converse avevano abbastanza soldi, fama e argomenti per convincere la guardinga signora. Il manager, che oltretutto lavorava per un marchio allora specializzato in scarpe da corsa e non da basket, usò l’immaginazione, la cocciutaggine, la parlantina, la psicologia, la faccia di bronzo e la conoscenza capillare del mondo sportivo universitario. Risultato: grazie a questo signore Michael Jordan entrò in campo con le Nike Air Jordan (tra l’altro disegnate in deroga alle norme della NBA) e da quel momento lui e altre stelle dello sport guadagnarono fortune in diritti collegati alle vendite degli oggetti marchiati con il loro nome. Non è un film sportivo, come non lo era Moneyball, in cui Brad Pitt formava una squadra ideale di baseball scegliendo con il computer tra i giocatori scartati. Forse è un film sull’uso dell’intelligenza contro tutte le previsioni. Ben Affleck per la seconda volta, dopo Argo (Oscar), è andato a caccia di talenti tra le sceneggiature scartate a Hollywood nel 2021 e ha scelto questa di Alex Convery. Si è anche dato, oltre alla regia, il ruolo del mistico/ginnico fondatore della Nike Phil Knight (con la Porsche color uva…) e ha affidato all’amico Matt Damon la parte del grassoccio genio del marketing Sonny Vaccaro. Il recensore è a zero per quanto riguarda il basket e l’entusiasmo per il sogno sportivo americano, ma è rimasto affascinato dalla densità microstoriografica. E Michel Jordan non si vede mai. È il fantasma del capitalismo…






































