Uno dei drammi giudiziari più intensi della storia del cinema
Dodici giurati sono riuniti nella Camera di Consiglio del tribunale per giudicare un ragazzo accusato di aver ucciso il padre. Tutti sembrano decisi a chiudere il caso, sicuri della colpevolezza dell’accusato, ma non il giurato numero 8 che insinua negli altri il dubbio di un verdetto troppo scontato. Lentamente ed inesorabilmente la paura di stare per commettere un errore investe uno dopo l’altro i giurati, mentre fuori nella città il caldo estivo è soffocante. I pregiudizi di classe ed etnici esplodono, così come le convinzioni personali. Esordio alla regia di Sidney Lumet, il film del 1957 è tratto da un telefilm della CBS sceneggiato da Reginald Rose, andato in onda nel 1954 che Henry Fonda ha riscoperto e ha affidato da un veterano della tv. Strepitosa è la fotografia di Boris Kaufman abile nello sfruttare gli spazi stretti dove si svolge l’azione utilizzando un bianco e nero eccellente. Bravissimi tutti e dodici gli interpreti, dal protagonista Henry Fonda ai caratteristi Martin Balsam, Lee J. Cobb, Joseph Sweeney, George Voskovec, Robert Webber, Ed Binns, E.G. Mashall, Jack Warden, Ed Begley, John Fileder e Jack Klugman. Il biglietto d’ingresso costa 5 euro acquistabile anche online.







































Lo ricordo molto bene. Inarrivabile regia e ottimi interpreti fra i quali sorprende, oltre il bravo Henry Fonda, Lee J. Cobb.
VittS
Vero, grande film anche a distanza di molti anni con attori insuperabili