“Bollicine”, l’album di Vasco Rossi compie oggi 40 anni

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Bollicine

Bollicine, che oggi compie 40 anni, è l’album più importante della carriera di Vasco Rossi. È il disco, infatti, che ha trasformato il Blasco in un superstar, status che il rocker di Zocca ha poi consolidato nei decenni successivi. Il 14 aprile 1983, dunque, è da considerarsi una data chiave nella carriera di Vasco.

Gli anni ’80

Solo pochi giorni prima rispetto alla pubblicazione dell’album, in un’intervista pubblicata dal quotidiano Stampa Sera, Rossi affermava: «Sono l’immagine di una generazione nevrotica, una generazione che non sa cos’è l’etica mentre quelli di trent’anni come me si preoccupano ancora di non averla. Io sono il mito dei giovani di adesso perché canto quello che canterebbero loro se lo sapessero fare; perché hanno paura come me».

Ecco, Bollicine è il disco che rappresenta a tutto tondo il Blasco di quegli anni, riportando su vinile la sua dissacrante ironia, ma anche la capacità di disegnare bozzetti esistenzialisti unici e, nello stesso tempo, di dare sfogo ad una vena romantica lontana anni luce da certi eccessi sdolcinati ancora in auge in quegli anni, ma sempre contraddistinta da un amaro disincanto verso la realtà.

Ma è anche un disco perfettamente calato nei suoi tempi, figlio (ma non alfiere) degli anni ’80. Finito il Movimento e finiti gli anni dell’impegno a tutti i costi, gli italiani riscoprivano la voglia di divertirsi, mentre le televisioni di Berlusconi rilanciavano un modello sociale che in breve tempo avrebbe preso il sopravvento. Erano gli anni dell’edonismo reaganiano e da lì a poco, con Craxi a capo del Governo, sarebbero anche diventati gli anni della Milano da bere. Moda e pubblicità andavano a braccetto e Vasco intercettava con le sue canzoni questi mutamenti sociali. Li fotografava, ma non li sposava. Anzi, si può dire, diventava a suo modo rifugio per chi, negli anni ’80, non ci stava proprio benissimo.

Il disco – Il lato A

Prodotto da Guido Elmi e pubblicato dalla Carosello, Bollicine inizia con il celebre suono dell’apertura di una lattina di Coca Cola. Bollicine, la title track dell’album, è una canzone in cui il doppio senso (coca cosa?) è fin troppo scoperto, ma che sull’ironia di questa doppia chiave di lettura costruisce una critica allora inedita alla pubblicità ed ai suoi slogan. La canzone rappresenta anche il mood musicale dell’album, per molti versi più vicino alle sonorità synth pop allora in voga che non al rock di strada che aveva caratterizzato, per dire, Siamo solo noi. E non a caso Guido Elmi non ha mai fatto mistero che in quel periodo ammirava molto Trevor Horn, produttore dei Frankie goes to Hollywood.

Se il riff di Bollicine (sempre per ammissione di Elmi) può ricordare Bette Davis Eyes, Portatemi Dio (testo fra i più crudi mai scritti da Vasco) musicalmente richiama gli ABC, gruppo new romantic all’avanguardia in quegli anni. In mezzo c’è Una canzone per te, capolavoro che Vasco ha scritto pensando a Giovanna, la stessa ragazza che già gli aveva ispirato Albachiara. Il brano è impreziosito dall’arpeggio di chitarra di Dodi Battaglia, registrato con una Telecaster attaccata direttamente al banco, saltando l’amplificatore.

Il lato A dell’album si chiude con Vita spericolata, canzone che Vasco aveva presentato due mesi prima al Festival di Sanremo e che rappresenta il manifesto del disco e forse di tutta la storia musicale del Blasco.

Il disco – Il lato B

Il lato B si apre con Deviazioni, canzone che avrebbe poi trovato una nuova (e forse più convincente) veste ai tempi di Fronte del palco, e prosegue con Giocala, brano chissà perché raramente riproposto dal vivo negli anni successivi. A proposito di Giocala: avete mai ascoltato Sbagliare a vivere dei Thegiornalisti? Se volete fare l’esperimento, concentratevi sul synth dopo circa un minuto di canzone…

Ultimo domicilio conosciuto (il titolo è ripreso da un film italo-francese del 1970) è un raro caso (per Vasco) di canzone quasi strumentale, che richiama le vicende giudiziarie di Punto Radio ed è incentrata su un coro (le voci sono di Giulia Fasolino, Lella Esposito, Wanda Radicchi e Silvio Pozzoli) che ripete più volte la sola frase This is my radio, my radio star. Chiude l’album Mi piaci perché, canzone che era anche il lato B del 45 giri di Vita spericolata.

Il successo

Il disco ebbe un successo enorme. Secondo il sito Hit Parade Italia fu il quinto 33 giri più venduto in Italia nel 1983. Come è noto, con Bollicine, Vasco vinse anche il Festivalbar, manifestazione che quell’anno per la prima volta si svolse in varie tappe in giro per l’Italia, tutte trasmesse da Canale 5.

Per i collezionisti anticipiamo che il cofanetto celebrativo del quarantennale uscirà il prossimo 10 novembre.

Nel 2016 il canale televisivo Nove dedicò al disco uno special intitolato Credits: Bollicine, condotto da Carlo Pastore, con ospite Guido Elmi. Assolutamente da vedere.

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