Passeggeri della notte

Una donna, i suoi figli, i suoi amori, una vita

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Passeggeri della notte
di Mikhaël Hers
con Charlotte Gainsbourg, Emmanuelle Béart, Noée Abita, Ophélia Kolb,
Thibault Vinçon

Passeggeri della notte è una trasmissione radiofonica. È il lavoro che trova Elisabeth (Gainsbourg) che, dopo aver gioito per l’elezione di Mitterrand nel 1981 (così si apre il film), nel 1984 si trova sola, lasciata dal marito, con due figli, Mathias e Judith. Tristezza, malinconia, una malattia, palazzi giganti sempre visti dall’alto, Elisabeth che non ha mai lavorato e fatica ad adeguarsi, il figlio che fluttua in un suo mondo poetico, la figlia più autonoma, intorno Parigi che sembra un docu anni Ottanta e poi l’occasione: Elizabeth scrive alla conduttrice di un programma notturno (Béart) e viene assunta come receptionist/filtro delle telefonate degli ascoltatori. Una notte viene intervistata la ragazzina Talulah, che ha mandato tante lettere, gira col sacco a pelo, senza tetto, e Elizabeth le offre casa sua: lei scroccona di film si infila coi ragazzi a vedere Le notti della luna piena di Rohmer poi fanno il verso ai dialoghi di Pascale Ogier e di Fabrice Luchini. Delusioni, amori, nuovi amori, contraddizioni, problemi, illusioni, una caduta nella Senna, il sesso, separazioni, Talulah che se ne va, Talulah che torna, drogata, che non crede che l’attrice di Rohmer sia morta a 26 anni. Mikhaël Hers  racconta la vita come fiume tranquillo, inquieto, notturno, con musica d’epoca in sottofondo, flou come la fotografia che privilegia gli sfondi sfocati. Passeggeri della notte sono i protagonisti.

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