Il ciclo fa parte della sezione Soggettiva, film scelti da personalità dell’arte e della cultura
Nata a Salta in Argentina il 14 dicembre 1966, Lucrecia Martel dopo gli studi presso una prestigiosa scuola di cinema di Buenos Aires, inizia a girare diversi cortometraggi. Nel 2001 è la volta del suo primo lungometraggio La ciénaga (21 aprile ore 16), storia di due famiglie che passano l’estate in una regione paludosa del nord dell’Argentina costretti ad un’indolenza nevrotica determinata dal clima afoso e umido e dalla perdita di ogni punto di riferimento. La pellicola si aggiudica il Premio come migliore opera prima al Festival di Berlino. Nel 2004 è la volta di La niňa santa (22 aprile ore 16), la vicenda di due ragazze sedicenni, Amalia e Josefina, provenienti da famiglie diverse, che nell’ inverno argentino discutono a lungo di fede e di vocazione, ma in realtà sono molto interessate al sesso e attratte da un medico. Il film di grande successo è un interessante ritratto di una gioventù condizionata dai tabù religiosi e da forti sensi di colpa nei confronti della sessualità. Quattro anni dopo esce nelle sale La donna senza testa- La mujer sin cadeza (23 aprile ore 16), una sorta di thriller piscologico incentrato su Veronica, una donna al volante della sua auto, convinta di aver urtato qualche cosa a causa di un momento di distrazione. Dopo aver confessato al marito questo episodio, i due tornano sul luogo dell’incidente, ma trovano solo un cane morto. Quando tutto sembra tornare alla normalità, si scoprirà invece il cadavere di una persona… Nel 2017 Lucrecia Martel gira Zama (28 aprile ore 16), film in costume, storia di Don de Zama, funzionario della corona spagnola relegato ad Asuncion, in Paraguay, alla fine del Settecento, che spera da anni di essere trasferito a Buenos Aires. Per ottenere la tanto agognata promozione che gli permetterebbe di andarsene da quel posto desolato, l’uomo si metterà alla caccia di un pericoloso bandito.







































