Big Thief dal vivo a Milano. Buon rock, no frills

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Big Thief

A volte gli amici musicisti, in questo caso Massimo Blindur De Vita, sono essenziali per segnalare musica da ascoltare, da andare a vedere dal vivo, se capitano a tiro. Siccome sono molto curioso, vado all’Alcatraz, Milano. Ammetto: non conoscevo Big Thief, mea culpa: sai quanti me ne perdo!

Hanno alle spalle 5 album in 7 anni, diverse nomination ai Grammy, sono considerati indie rock, categoria ormai priva di significato. Alle 21.10 i Big Thief sono sul palco, dopo Lutalo di spalla. Mi aveva incuriosito, perché registrato è molto più elettronico, invece live è solo lui con chitarrina elettrica, stop. Poi si aggiunge anche un bassista. Presenza sul palco = zero! Unica cosa curiosa: in basso, la sua voce somiglia vagamente a quella di Lou Reed sussurrante.

Big Thief invece sono un quartetto rock classico, due chitarre (belle alte di volume, variamente grasse e distorte), basso, batteria. No tricks (finalmente!): tutto suonato, la voce di Adrianne Lenker in ppp, squillante, bella tesa, spesso doppiata o triplicata in coro dagli altri. Lei si ritaglia anche discreti spazi da chitarrista solista, particolare, disturbata, non è di certo il solismo classico e tecnico. Un brano da sola, cantato alla chitarra acustica, da innamorarsi. Il batterista è un simpatico barbuto, alla Richard Manuel con cappelletto. Non a caso hanno suonato nello studio di Levon Helm… ed effettivamente sanno un po’ di The Band, quasi 60 anni dopo. Malinconici, americani, semplici, gran ballatone, sfiorano a tratti il country. Sorprende il brano finale del set, un po’ sgangherato, col fratello minore di Adrianne sul palco, allo scacciapensieri, presenza decisamente inutile. Tour europeo lunghetto: più date in UK, poi Olanda, Germania, Belgio, Svizzera, Italia (solo Milano), Spagna, Portogallo. Meritano.

Stefano Bonagura
Da piccolissimo, quattro ascolti fondamentali: “Tutti Frutti” (versione Elvis Presley, 45 giri del 1956), “Magic Moments” (Perry Como, 45 giri del 1957), “Torero” (Renato Carosone, 45 giri del 1957), “Wachet Auf, Ruft Uns Die Stimme” (corale bachiano, BWV 645). Sono le basi della passione e della curiosità musicale cresciuta in seguito. Questa passione, unita alla curiosità, è diventata nel tempo programmi radio & tv, giornalismo e critica musicale per testate specializzate, prodotti per la discografia, editoria, produzione artistica e organizzazione per Musicultura a Macerata, formazione professionale per il CPM di Milano.

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