Il sol dell’avvenire

Nanni Moretti a proposito di Nanni Moretti

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Il sol dell’avvenire
di Nanni Moretti
con Nanni Moretti, Margherita Buy, Silvio Orlando, Barbora Bobulova, Flavio Furno

Il sol dell’avvenire è l’ultimo film del regista Nanni Moretti. Il sol dell’avvenire è anche il titolo del film che si vede girare nel film, da un regista (interpretato da Moretti) che si chiama Giovanni. Nel film (e nel film nel film) Moretti si racconta  come ha quasi sempre fatto: a partire da sè , dalle sue predilezioni, dalle sue idiosincrasie. Che per lui, come per noi, si sono evolute (e invecchiate) nel tempo.
Sia Giovanni che Nanni hanno gusti precisi, diventati segni distintivi del suo cinema: i dolci, il ficcare il naso negli amori degli altri con effetto morboso e comico, le forme delle scarpe, certi riti scaramantici, l’insofferenza per un’estetica senza etica, l’incapacità di capire certi amori, un voluto rigore che sconfina nel pauperismo, la scelta di certe musiche, le scelte politiche di sinistra. Nel Sol dell’avvenire il regista Giovanni “cita” ciò che il regista Nanni Moretti ha detto nel tempo sulle scarpe, sulla violenza, sui riti intoccabili, i timori, i sogni e il bisogno di politica. Compreso il sogno stralunato di fare un film su un pasticcere trotskista.
Il sol dell’avvenire di Nanni Moretti contiene al suo interno un film ucronico (come dice la Treccani Online, un film in cui avviene una “Sostituzione di avvenimenti immaginarî a quelli reali di un determinato periodo o fatto storico”):  un circo ungherese viene invitato da una sezione del PCI nel 1956 a Roma, e proprio mentre il circo è a Roma, a Budapest scoppia la rivolta all’Unione Sovietica, che viene fermata coi carri armati. Nella realtà il PCI rimase amico dellUnione Sovietica, nel film di Giovanni il funzionario del PCI che ha invitato il circo ungherese convince Togliatti a chiudere con l’Unione Sovietica. È un film controfattuale come quelli di Tarantino in cui Hitler viene ucciso a Parigi o la famiglia Manson viene sterminata invece di sterminare? È come La svastica sul sole di Dick? No: quella del regista Giovanni nel film del regista Nanni (Moretti) è un’ucronia etica. Con un finale (circense?) dopo un dramma aggirato: il funzionario stritolato tra obbedienza e volontà vorrebbe uccidersi, ma il cappio al collo se lo mette il regista Giovanni… Che però come il regista Mastroianni in 8 1/2 dopo l’elaborazione della scena del suicidio opta per il corteo. E nel corteo ondeggia un’immagine di Trotski invece che di Stalin. Fellini? Anche no. Nel Sol dell’avvenire si cita un altro film, Un uomo a nudo, tratto dal racconto The Swimmer (Il nuotatore) di John Cheever: la storia di un uomo in calzoncini da bagno che in un giorno visita e nuota in sequenza nelle  piscine dei vicini fino a tornare a casa sua. Il regista Giovanni dice quel film avrebbe voluto farlo lui da giovane. Ma è stato fatto da Frank Perry nel 1968, e sceneggiato dalla moglie di Perry (mentre la moglie di Giovanni lo sta lasciando e produce anche film altrui). Cosa c’entra Un uomo a nudo con Giovanni e con Nanni Moretti? In Caro diario a un certo punto Nanni Moretti diretto da Nanni Moretti dice “Io gridavo cose giustissime e ora sono uno splendido quarantenne!”. In Un uomo a nudo il nuotatore (Burt Lancaster) a un certo punto dice “Sono un essere umano specialissimo nobile e splendido!”. Di piscina in piscina perde le forze, e quando arriva a casa non ci sono né moglie né figlie e la casa è abbandonata. Metafora di un percorso che finisce con la morte. Forse a modo suo quel film sia Nanni che Giovanni l’hanno fatto. Con saluto finale al pubblico.

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