Nell’ambito del progetto Francesco 2023 – 2026. Centenari francescani in Lombardia promosso dalla Fondazione Terra Santa
La manifestazione propone sei delle più significative pellicole del cinema del Novecento e contemporanee, dedicate a Francesco e Chiara d’Assisi. Fino dagli inizia della storia del cinema la figura “rivoluzionaria” di Francesco ha attirato grandi autori e registi grazie al suo linguaggio comunicativo. Il ciclo si apre giovedì 4 maggio, ore 20, al Teatro Angelicum, piazza Sant’Angelo, con la proiezione del film Frate Sole per la regia di Falena e Mario Corsi (1918), prima visione a Milano dell’unica copia di questo autentico kolossal religioso dell’epoca del muto, conservata, su supporto nitrato 35 mm dalla Cineteca di Milano. La pellicola sarà presentata con l’accompagnamento dal vivo di Francesca Badalini al pianoforte, Aurora Bisanti al violino e Matteo Zurletti al violoncello, utilizzando la trascrizione per pianoforte dell’originaria partitura di Luigi Mancinelli. La rassegna prosegue presso la Cineteca Milano Arlecchino il 10 maggio, ore 21, con la proiezione di Chiara (2022) di Susanna Nicchiarelli. Dopo il celebre Francesco Giullare di Dio (1950) di Roberto Rossellini (14 maggio, ore 15) seguono due pellicole dirette da Liliana Cavani, Francesco d’Assisi (1966), primo film realizzato per la Rai della regista di Carpi, con Lou Castel (24 maggio ore 21) e Francesco (1989), protagonista l’attore americano Mickey Rourke (28 maggio, ore 14.30). Il ciclo si chiude mercoledì 31 maggio, ore 15, con Il sogno di Francesco (2016) di Renaud Fély e Arnaud Louvet, interpretato da Elio Germano








































Il film di Rossellini lo ricordo vagamente, quando uscì ero troppo giovane e probabilmente devo essermi addormentato fra le braccia di mia madre piangente. Della Cavani li ricordo entrambi, meglio Mickey Rourke che Lou Castel, attore che mi è sembrato, anche in altre occasioni, poco espressivo, ma forse pecco di presunzione.
VittS
Pensa che la regista Liliana Cavani mi ha raccontato di quando aveva scelto Mickey Rourke; tutti l’avevano sconsigliata perchè l’attore aveva fama di essere un rompiballe mezzo pazzoide. Invece lei mi ha detto che è stata una bella esperienza. Rourke era un interprete bravissimo, educato e puntuale sul lavoro.. Odiava solo lo star system hollywoodiani che impone regole di comportamento insopportabili…