Da oltre 10 anni il Festival Tener-a-mente è garanzia di musica di qualità in uno degli scenari più suggestivi del mondo: l’anfiteatro del Vittoriale a Gardone Riviera, in provincia di Brescia.
Anche quest’anno, per la dodicesima edizione, il cartellone è ricco di appuntamenti, da concerti in esclusiva nazionale (Nils Frahm e Hozier) a superstar del rock come Stewart Copeland e Nick Mason, fino alla musica d’autore italiana e internazionale, tra cui Mannarino, Fiorella Mannoia e Danilo Rea, Jacob Collier.
Trovate il calendario completo della manifestazione in fondo all’articolo.
Abbiamo raggiunto telefonicamente il direttore artistico del Festival, Viola Costa, per farci raccontare quest’avventura lunga oltre 10 anni. Eccovi quindi la nostra intervista tra passato e presente, con uno sguardo ai sogni e desideri per il futuro.
Non vorrei iniziare questa nostra chiacchierata facendo il ruffiano, ma essendoci stato diverse volte credo di poter affermare senza rischio di essere smentito che l’anfiteatro del Vittoriale è probabilmente uno dei posti più affascinanti al mondo dove poter assistere ad un concerto.
Sono d’accordo, ovviamente. È un luogo meraviglioso, e questa cosa è una dannazione continua che ci tiene lì nonostante le difficoltà di tutti questi anni.
Ovviamente il Covid ha messo in grande difficoltà anche voi. Forse anche un po’ di più rispetto ad altre realtà, dovendo fare i conti con uno spazio già a capienza ridotta.
Fortunatamente siamo riusciti a ripartire, e solo il 2021 ha davvero risentito della riduzione delle capienze. Dal 2022 ho percepito un’edizione tornata a quello che era il suo spirito, il suo senso e la sua logica iniziale.
Quello che è cambiato, e immagino non solo per noi, sono i costi di produzione, che col Covid sono lievitati. Questo ha inciso in modo particolare su posti con piccole capienze come il nostro, dato che il nostro sostentamento è affidato solamente ai ricavi dati dalle vendite dei biglietti, visto che abbiamo pochissimi sponsor, che incidono per meno del 10% delle entrate.
Di conseguenza un aumento dei costi per spettacoli in uno spazio così piccolo è davvero molto impattante.
L’inizio non è stato certamente facile, dovendo promuovere uno spazio insolito per fare musica.
Quando abbiamo iniziato ricordo benissimo che il primo anno le risposte erano “conosciamo quel luogo, è splendido, ma non ha mai funzionato e mai funzionerà, quindi non portiamo lì i nostri artisti”.
Adesso, dopo oltre 10 anni, posso dire di essermi presa la mia rivincita, perchè abbiamo dimostrato che il luogo funziona ed il rapporto con le agenzie è molto proficuo: ci propongono artisti anche un anno prima e abbiamo modo di programmare il Festival al meglio.
Lavorando bene e con determinazione io credo che la qualità del lavoro venga premiata. Lo è già dal pubblico, magari in futuro verrà premiata anche da qualche istituzione o da qualche altro privato che si appassiona al luogo e al tipo di lavoro che stiamo facendo.
Nel Nord Italia non c’è un contesto scenografico così bello come l’anfiteatro del Vittoriale. Al Sud c’è il Teatro Antico di Taormina ma non c’è qui al nord. Per cui anche le agenzie oggi puntano su questo luogo, e questo per noi è un grande traguardo.
Quali sono state le difficoltà maggiori?
Noi siamo a Gardone Riviera ed ospitiamo artisti molto conosciuti all’estero ma magari ancora non così famosi in Italia da poter avere platee enormi. Convincere questi artisti a venire a suonare all’anfiteatro del Vittoriale non è banale, ed è stato ancora più difficile agli inizi.
Per quanto Gardone Riviera sia una piccola perla sul Lago di Garda, all’estero non ha la popolarità di una grande città come Milano. Essendo molto vicini al capoluogo lombardo, non possiamo ospitare artisti che fanno tappa anche lì, perchè spesso il loro bacino di utenza non consente di avere due date a così poca distanza, quindi devono essere loro a scegliere di venire a Gardone Riviera invece di andare a Milano.
All’inizio questo è stato veramente un ostacolo enorme, ma il frutto del lavoro di questi anni ha fatto sì che adesso finalmente questo non succeda più.
Ormai praticamente tutti, anche gli artisti internazionali, conoscono il Vittoriale e la bellezza di questo contesto, oltre all’importanza e al prestigio del cartellone.
Le domande che spesso fanno le agenzie, oltre alla venue, infatti riguardano anche gli altri nomi in cartellone e gli artisti che hanno partecipato alle edizioni precedenti. Poi sulla base di questo scelgono di venire e magari fare addirittura l’unica data in Italia proprio qui, come nel caso di Hozier.
Uno spazio piccolo, molte difficoltà, un grande impegno, ma anche tante peculiarità che lo rendono un posto speciale dove assistere ad un concerto.
Certamente sì. Avendo marginalità minime e introiti che derivano quasi solamente dai biglietti va da sè che poter avere a disposizione meno di 2.000 posti, rispetto ai numeri di una grande piazza, dà una dimensione molto diversa dell’impegno che serve.
Noi comunque crediamo fortemente in quello che facciamo, e l’obiettivo è dare il nostro piccolo contributo in Italia alla musica di qualità.
Quando parlo di piccolo contributo penso anche al tipo di fruizione di questi concerti.
Molto spesso quelli che vengono al Vittoriale sono artisti che il pubblico è abituato a vedere nei palasport. Un posto dove assisti al concerto magari da lontano, mentre mangi, bevi una birra, con un’acustica discutibile, e così via.
Si tratta di un tipo di soluzione che ovviamente non giudico, però c’è molta differenza rispetto a poter essere seduti in un bellissimo anfiteatro, con uno sfondo a cielo aperto, un’ottima acustica data un lavoro ad hoc fatto sull’amplificazione. Tutte cose che consentono di fruire della musica di qualità godendone appieno ogni sfumatura ed emozione.
La cosa che mi ha colpito molto, riguardando i numeri del Festival dell’anno scorso, è che arriva gente da tutto il mondo per assistere ai concerti al Vittoriale, nel 2022 sono arrivati spettatori da ben 38 diversi paesi.
La maggior parte del pubblico viene ovviamente dall’Italia, però c’è una buona percentuale di pubblico internazionale.
Quello che vorrei sottolineare è che noi siamo situati in un luogo, come il bacino del Lago di Garda, che attira turismo internazionale e dove il 98% delle presenze arrivano da fuori Italia. Da questo importante bacino di utenza, però, non abbiamo “travaso” di pubblico, con turisti che magari decidono una sera di assistere ad uno spettacolo al Vittoriale.
Quello che succede è che ci contattano persone dall’estero che hanno acquistato il biglietto per un concerto e prendono questo come pretesto per fare un viaggio in Italia. Magari ci chiedono consigli su trasporti e alloggi in zona, come tappa di un viaggio più ampio nel nostro Paese.
Quindi con il Festival Tener-a-mente riusciamo a generare un flusso di turismo culturale attorno allo spettacolo, caratteristica che riguarda anche il pubblico italiano. Ogni spettacolo, infatti, ha il pubblico dell’artista. Persone che sono disposte a fare molta strada pur di assistere ad una serata speciale in questo luogo che aggiunge bellezza alla bellezza, grazie al contesto naturale e architettonico.
E questo porta chi viene ad assistere ad un concerto a scoprire, oltre all’anfiteatro, anche un luogo magnifico come il Vittoriale degli italiani.
È un luogo che non ha bisogno di presentazioni. Un posto che un genio come Gabriele D’Annunzio ha scelto come dimora per gli ultimi 18 anni della sua vita.
Un cantiere in continua evoluzione per 18 anni, che ha continuato a subire trasformazioni, fino a renderlo un luogo inimitabile, che lui stesso ha definito “la mia ultima opera d’arte”.
È anche un libro di pietre vive, perchè non è solo la casa del poeta ad essere meravigliosa oltre che perfettamente intatta così come nell’ultimo giorno della sua vita, ma è splendido anche il parco monumentale.
All’interno del parco è incastonata la Nave Puglia, una vera nave da guerra donata dalla Marina Militare a D’Annunzio e che solo lui poteva immaginare di far trasportare sui colli di casa, rivolgendo la prua della nave verso le terre irredente di Istria e Fiume.
C’è anche un piccolo lago a forma di violino chiamato il laghetto delle danze. Ha un palco formato da una piattaforma circolare al centro del violino, e D’Annunzio lo aveva concepito come il luogo per spettacoli coreutici e di danza.
Noi stessi come Festival a volte l’abbiamo utilizzato come palco per progetti di nicchia. È favoloso, in mezzo ad una vegetazione rigogliosa e con una piccola cascatella alle spalle del palcoscenico. Poi, alzando la testa, si vede la prua della nave che incombe sopra il lago.
Insomma, ci sono degli angoli straordinari, per cui è un viaggio che vale la pena percorrere.
Per questo motivo c’è una convenzione con la Fondazione Vittoriale che consente al pubblico dei concerti di acquistare il biglietto ridotto per la visita al museo. Chi arriva da lontano spesso coglie l’occasione per unire le due esperienze.
Venendo al cartellone di quest’anno di Tener-a-mente… Vedo tanti nomi che più che essere dettati dalla ricerca del personaggio del momento sono volti un diverso tipo di messaggio che si vuole trasmettere, ovvero quello di un Festival legato ad un’offerta di qualità musicale e di livello culturale molto elevata.
Mi fa piacere che tu abbia sottolineato questa cosa perchè è un aspetto a cui teniamo molto.
Sono contenta che venga riconosciuto il fatto che noi crediamo di fare un’operazione che non è esattamente solo commerciale, anzi.
Ci sono sempre agenzie che ci contattano, magari quelle che portano in esclusiva artisti internazionali in Italia, e ci dicono “ho l’artista giusto per il Vittoriale, farà sold out in un mese”. Molto spesso però mi trovo a dover dire “no, grazie”. L’obiettivo, pur essendo una gestione privata, non è solamente quello di allestire l’anfiteatro, ma quello di fare una selezione di artisti che non facciano musica di intrattenimento ma che abbiano un’urgenza espressiva. Questo è un tratto che a mio parere contraddistingue davvero il fare arte. Quando c’è questa urgenza espressiva si percepisce la qualità del messaggio, a prescindere dal codice linguistico, quindi a prescindere dal genere musicale con lui l’artista si esprime.
Quindi possiamo nel cartellone di quest’anno trovare tranquillamente musica neoclassica con Nils Frahm, così come rock più tradizionale, blues, jazz.
Ci sono anche giovani artisti talentuosi come Jacob Collier, che ha 28 anni ma ha già vinto 5 Grammy Awards, anche se forse non è ancora molto conosciuto in Italia.
E infine ci sono due icone del rock mondiale come Stewart Copeland e Nick Mason.
Cerchiamo quindi di conservare una grande trasversalità nei generi e anche tra le generazioni per dare spazio a musica di qualità che ha veramente qualcosa da dire.
Un’ultima domanda, forse banale e retorica, ma che nasconde una mia curiosità. A prescindere da capienze, costi di produzione e tutto il resto, chi vorrebbe vedere esibirsi un domani all’anfiteatro del Vittoriale? Quale sarebbe il suo sogno?
Questa domanda mi viene fatta abbastanza spesso e di solito non rispondo mai per una forma di scaramanzia. Quindi oggi farò il contrario e vi dirò quali erano gli artisti che avevamo come sogno nel cassetto e che siamo riusciti a portare al Festival.
Per le prime nove edizione il mio sogno è stato Jeff Beck, perchè era il mio chitarrista preferito sotto diversi punti di vista: linguaggio espressivo, suono, ricerca. Un altro sogno realizzato è Keith Jarrett, che è venuto al Vittoriale nel 2013.
Adesso ce ne sono moltissimi altri.
Certo, se a questa domanda dovesse rispondere Giordano Bruno Guerri, il presidente della Fondazione Vittoriale (che ci affida l’anfiteatro in gestione e l’organizzazione del Festival, e con cui spesso ci confrontiamo anche sulla lineup) direbbe senza dubbio i Rolling Stones, visto che è abituato a puntare in alto, come D’Annunzio insegna.
Il programma di Tener-a-mente 2023
1 luglio – Mannarino
3 luglio – James Bay
6 luglio – Nils Frahm (unica data italiana)
7 luglio – Venerus
9 luglio – Fiorella Mannoia e Danilo Rea
12 luglio – Dean Lewis
15 luglio – Damien Rice
16 luglio – Hozier (unica data italiana)
17 luglio – Kaleo
19 luglio – Tom Odell
21 luglio – Herbie Hancock
22 luglio – Fabio Concato
23 luglio – Jacob Collier
24 luglio – Stewart Copeland
26 luglio – Nick Mason’s Saucerful of Secrets
I biglietti sono in vendita sul sito www.anfiteatrodelvittoriale.it





































