Deluso dalla musica d’oggi. Poi arriva il nuovo disco di Francesco Baccini…

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Io di musica non capisco un cazzo. Capisco il coraggio. Ho collaborato nei decenni con tanti cantautori, rockstar solo per finire deluso: i fatti (così) parlano: io rock loro star. Ascolto molta musica ma soprattutto leggo: la omologazione temuta prima da Bianciardi e poi da Pasolini ha invaso la tele-visione ma soprattutto ha conformato la discografia: produttori e imprenditori non rischiano più.

Prima pubblicare un disco o organizzare un concerto era una scommessa una avventura una epopea. Era come mettere un 45 giri in un dvd ma quel suono distorto solo in apparenza era musica. Gente che inventa a tavolino i tormentoni, rapper o trapper che andrebbero gettati nudi da una limousine a Brownsville a New York con le loro catene d’oro e i tatuaggi, tra mostri sacri che hanno dimenticato il sacro e sono solo mostri, tra cantautori ad honorem che hanno dimenticato che le loro canzoni dovrebbero portarle in faccia.

Ho ascoltato per caso il nuovo di Francesco Baccini che ho sempre sfiorato senza ascoltarlo, che ho cantato senza capirlo, mi ha folgorato: per il coraggio. Cazzo questo avrebbe fatto Tenco! Stravolgere la musica da piano bar per gettarsi in un mistero tra jazz e chi se ne frega, tra note che per una volta non seguono le leggi di uno (s)partito.

Francesco Baccini

Potrei scrivere un libro sul suo coraggio, quello di essere finalmente con arte ma senza (p)arte ascolto il disco in loop, da giorni: e la sua bellezza è che dalle sue parole escono altre parole che diventano nostre. È questo il senso della musica: non imparare a memoria il ritornello ma sentirle e prendere una penna un pensiero e inventarne uno nostro.

Lo ascolto e non mi influenza: mi aiuta. Mi fa sentire meno solo, oggi che siamo tanti soli insieme. Un tempo pensavo e scrivevo per far cantare gli altri illuso che la mia solitudine fosse almeno utile.

Oggi ve lo voglio dire. Ascoltate Baccini perché fa bene. Esci dal disco e sei un uomo diverso. E capisci che la felicità esiste, che per troppo abbiamo pianto o cantato con un accendino in mano dimenticando che la musica è dentro di noi. Non so come si chiami il disco, non mi interessa, tanto se lo cercate lo trovate. E dentro di voi sentirete cosa è ascoltare la musica e prenderla per mano.

Francesco Baccini

Archi e frecce, di Francesco Baccini & Alter Echo String Quartet (Incipit Records)

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