“Stupido Sexy Futuro” è il secondo tempo artistico de Lo Stato Sociale

0

È disponibile da oggi “Stupido Sexy Futuro”, il nuovo disco de Lo Stato Sociale, uscito a distanza di 6 anni dal loro ultimo album di inediti. In questi sei anni è successo di tutto: un best of, una serie di EP da solisti, due partecipazioni a Sanremo. Tra i règaz c’è chi si è sposato, chi ha avuto una figlia, chi ha girato l’Italia tra set cinematografici, televisivi e teatri e chi si è trasferito. In parole povere, Lo Stato Sociale avrebbe potuto non esistere più. Il disco parla proprio di questi sei anni, fa i conti con il proprio passato per lanciare un secondo capitolo della carriera dei règaz.

IL DISCO

“Stupido Sexy Futuro” è un album che si guarda dentro, che si scava e si mette a nudo, senza peli sulla lingua, a tratti dissacrante. Una sorta di riscatto nei confronti di quello che Lo Stato Sociale poteva diventare (una band da palazzetti, da hit estive, da un Sanremo ogni due anni) e una consapevolezza nei confronti di quello che ha deciso di essere: un collettivo di amici che vuole dare la propria visione del mondo, che vuole rivolgersi a un pubblico piuttosto che a un target, con l’obiettivo di fare tour a prezzi popolari e sostenibili.

È un disco pieno di amici e arriva a contare ben 7 collaborazioni: Management, CIMINI, Drefgold, Mobrici, Naska, Vasco Brondi e Andrea Appino (in qualità di produttore).

“Il futuro è così: attraente e infame, ti invita ad affrontarlo per poi farti lo sgambetto. Ma il futuro c’è, non siamo senza futuro. Il futuro ci sarà, sarà deludente e allo stesso tempo così dannatamente sexy. Il presente è un futuro che non ce l’ha ancora fatta. Inizia il secondo tempo della nostra vita artistica, quella fase in cui si passa da giovani promesse a soliti stronzi, con un disco che racchiude tutte le cose che non troverete altrove: politico e sentimentale, intimo e sociale, stupido, sexy, futuro. Noi umili emiliani speriamo solo di poter entrare nelle orbite del cuore di qualcuno che vorrà ascoltare”.

LE CANZONI 1-4

“Stupido Sexy Futuro” si apre con quello che sembra essere il manifesto della band e una chiara lettera di intenti verso chi, Lo Stato Sociale, vuole rivolgersi: “La musica degli sfigati” feat. Management.

“Mi piace la musica sporca
Cantata e suonata male
fatta con tre euro
Che ti spacca le orecchie e il cuore
La musica fuori dalle radio
dalle playlist dalle classifiche virali
che non parla di quanto scopi”

Il secondo brano dell’album è “Anche i ricchi muoiono”, uno dei più ironici e divertenti del disco, cantato da Albi Cazzola già durante il tour di anteprima di “Stupido Sexy Futuro”. La canzone gira intorno al fatto che una delle (rare) cose che accomunano le persone ricche a quelle meno abbienti è proprio la morte.

“Da oggi nessuno potrà avere
un patrimonio di più di un milione di euro,
sarebbe giustissimo.
Di soldi ne avrebbero tutti un po’ di più.
Niente fame nel mondo, né guerre,
né crisi energetiche e nemmeno jet privè”

“Ops, l’ho detto” feat. CIMINI, Dregfol è forse il brano più dissacrante di tutto il disco: vuole rompere tutti i luoghi comuni della società, cancellando ogni possibile forma di politicamente corretto. Da “Rubo sempre al frigo bar dentro un albergo” a “Chi parla di famiglia naturale è un gay represso”. Una canzone da ballare che, per citare Lodo Guenzi, durante i concerti, sembra lanciare il momento discoteca.

“Il desiderio poi ti passa con una sega,
siamo tutti una razza unita, unita nella sfiga
e chi non l’ha capito: o è scemo o è della lega.
Ops l’ho detto”.

A seguire arriva “Pompa il debito”, un brano di denuncia, cantato da Bebo Guidetti, sull’ipocrisia monetaria della società e sulla trasformazione del pubblico in un “portafogli con le gambe. Una canzone cruda, diretta, che non fa sconti a nessuno, anzi, fa direttamente i nomi: Agnelli, Elkann, Valditara Cairo, Draghi, Berlusconi, Briatore, Moratti, Renzi, Boschi, Salvini, Letta, Calenda, Sgarbi, Meloni.

“Credi alle favole!
Che il mondo si cambi senza lottare,
evitando le offese, le parolacce,
le desinenze problematiche.
Quando in giro ci sono ancora padroni e sfruttati,
licenziamenti via sms, fabbriche svuotate
e quattro morti sul lavoro ogni giorno”.

LE CANZONI 5-7

“Per farti ridere di me” è forse la vera perla di “Stupido Sexy Futuro”. Scritta da Lodo Guenzi, non doveva nemmeno essere pubblicata: è stata composta a Livorno per cercare di rimediare a un errore commesso nei confronti di una sua ex. Un brano realizzato per il compleanno di questa ragazza e pensato per essere ascoltato solo da lei. Caso vuole però che anni dopo, proprio questa ex, diventata amica, quasi come battuta abbia detto a Lodo: “Senti, ma visto che hai pubblicato tutte le canzoni scritte sulle altre… non è che mi da fastidio se pubblichi anche la mia”.

È un brano struggente, sincero e graffiante come pochi, nel quale la voce tagliente di Mobrici si integra alla perfezione con quella di Lodo. Una canzone che ha tutte le carte in regola per diventare la nuova “Niente di speciale” nel cuore dei fan de Lo Stato Sociale.

“E adesso farei tutto da capo,
anche adesso che è tutto sbagliato.
Tu sei il mio viaggio, sei la mia casa,
tu sei il mio letto e il mio campo minato”.

“Vita di m3rda 4ever” è forse il brano musicalmente più a fuoco di “Stupido Sexy Futuro”. Cantata da Francesco Draicchio, in arte Checco, è una canzone che parla di bilanci e fa un po’ i conti con i cambiamenti che il tempo porta con se. Tra tutti i brani eseguiti dal vivo nel tour di antemprima del disco, è forse quello più orecchiabile, con un ritornello che ti entra subito in testa e che rischia di rimanere in loop a lungo.

“Vogliamo il pane ma anche le rose,
un sacco di soldi ed avere ragione,
ma hanno ragione i padroni:
meno diritti e più scatoloni.
Hanno ragione tutti:
ci siamo rotti i coglioni”.

“Tutti i miei amici” è una canzone scritta da Lodo e dedicata ai tanti compagni di palco conosciuti in 11 anni di Stato Sociale. Trovano spazio Aimone Romizi, Tommaso Paradiso, Nicolò Carnesi, Andrea Appino, Calcutta, Mirko Bertuccioli, Pupi Avanti (“che ancora di nascosto suona / è il più bravo di tutti ad ascoltare il dolore”) e soprattutto i règaz, compagni di furgone e compagni di vita.

“Amici miei dove si va?
Non è una gara la felicità.
Amici miei dove si va?
A fare in culo sembra l’unica possibilità”.

LE CANZONI 8-11

“Senza di noi” è forse il brano più introspettivo dell’intero album. È l’unico pezzo cantato da Enrico Roberto (Carota) e forse è la canzone che passa più sottotraccia all’interno del disco, nonostante abbia un testo molto maturo.

“Io non ci so stare senza di noi,
noi anime buone, brutte persone,
chi siamo davvero non ce le diremo mai,
non ci so stare senza di noi,
noi fatti e falliti, oggetti smarriti,
in un mare di guai ci ritroverai”.

In chiusura troviamo poi i primi due singoli che hanno anticipato “Stupido Sexy Futuro”: “Fottuti per sempre” e “Che benessere!?”. Il primo parla di sogni, di quanto raggiungerli poi ti obblighi a fare i conti con la realtà e di come questa, alla fine, prenda il sopravvento (“La prima volta che vai a Sanremo / sei una bomba che esplode in un convento / dalla seconda volta sei già un coglione che fa parte dell’arredamento”).
È una canzone che mette in discussione tutto, ma che alla fine vuole essere un cerchio che si chiude.

“Che benessere!?” è un pezzo ironico che si rivolge verso l’esterno, descrivendo tutto ciò che non va in questo mondo e scegliendo di riderci su, perchè, per citare il ritornello, “Era meglio stare in giro a finire il vino / e a cantare questo disastro”.

L’ultimo brano, “Filastrocca per un disco” è una dolce carezza che chiude l’ascolto. Raccontata (è il caso di dirlo) da Bebo, permette a “Stupido Sexy Futuro” di fare un giro del mondo, scattando una perfetta fotografia del nostro pianeta. È una metafora perfetta di quel che succede quando un disco (che altro non è che la somma delle emozioni, della pelle, dell’anima di un artista) viene rilasciato. Al suo interno troviamo le fragilità, le insicurezze e le speranze di chi si sta approcciando a “donare” il proprio lavoro. Così come “La musica degli sfigati” è il brano perfetto per iniziare l’album, il suo manifesto, “Filastrocca per un disco” è la piccola gemma che chiude il tutto e lancia “Stupido Sexy Futuro” nel mondo (o verso chi lo vorrà ascoltare).

“Quindi disco, che diventerai pacchetto,
poi spedito oltre ogni confine
che arriverai in fondo ad un pensiero
in un’orbita di cuore, abbi cura di te, di me
e di chi vuole ascoltare”.

COS’È “STUPIDO SEXY FUTURO”

In 40 minuti l’album arriva forte come un treno con tutte le sue sfumature; riesce a farti ridere, emozionarti e pensare. Ma soprattutto ha una caratteristica rara, che poi è quella che contraddistingue Lo Stato Sociale: non ti fa rimanere impassibile all’ascolto, ti arricchisce.

Per citare le parole di Alberto, Bebo, Guidetti alla fine di ogni concerto: “Noi eravamo, siamo e sempre saremo Lo Stato Sociale”.

TRACKLIST

1. La musica degli sfigati feat. Management
2. Anche i ricchi muoiono
3. Ops l’ho detto feat. CIMINI, Drefgold
4. Pompa il debito
5. Per farti ridere di me feat. Mobrici
6. Vita di m3rda 4ever
7. Tutti i miei amici
8. Senza di noi
9. Che Benessere!? feat. Naska
10. Fottuti per sempre feat. Vasco Brondi
11. Filastrocca per un disco

 

Mattia Luconi
Di origini torinesi, ma trapiantato ormai da diversi anni in quella magnifica terra che ha dato i natali ai più grandi musicisti italiani, l'Emilia. Idealista e sognatore per natura, con una spiccata sindrome di Peter Pan e con un grande amore che spazia dal Brit rock passando per quello a stelle e strisce, fino ai grandi interpreti italiani. Il tutto condito da una passione pura, vera e intensa per la musica dal vivo.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci qui il tuo nome