A dieci anni dalla prima partecipazione all’Eurovision Song Contest a Malmö nel 2013 con L’essenziale, brano certificato quattro volte disco di platino, Marco Mengoni è pronto a tornare su quel palco e a condividere tutta l’energia e la forza di Due vite. Il cantautore ha già effettuato le prime due prove in scena, e ieri ha preso parte al turquoise carpet, il gala di presentazione dei protagonisti che rappresentano i 37 paesi in gara.
«Sono orgoglioso di rappresentare nuovamente l’Italia in Europa e nel mondo, mi voglio divertire e godermi l’atmosfera dell’Eurovision Song Contest con lo spirito giusto, vivendo ogni singolo momento di questa nuova avventura e portando su quel palco tutto me stesso — afferma Marco —; vivere a Liverpool questa esperienza di condivisione e di grande energia creativa ed emotiva, incontrando artisti di tutto il mondo e scoprendo sonorità nuove, sicuramente mi arricchirà tantissimo e permetterà a tutti noi di far parlare la nostra musica, un mezzo di comunicazione potentissimo in grado di esprimersi e farsi comprendere in tutte le lingue, diffondendo messaggi universali».
Intanto, è stato appena annunciato che Due vite ha ottenuto il terzo disco di platino, e a oggi il videoclip ufficiale ha registrato oltre 55 milioni di visualizzazioni. Due vite ha debuttato al primo posto di tutte le classifiche streaming e download italiane, al #49 nella classifica global di Spotify e ha totalizzato oltre 110 milioni di stream audio/video. Nella settimana di lancio, il brano è anche entrato in 54 classifiche di iTunes: al primo posto in Italia, Svizzera, Slovenia e Lussemburgo e in top10 in Belgio, Francia, Germania, Romania, Spagna e Slovacchia.
La messa in scena della performance
Marco ha scelto di amplificare Due vite portandola anche “fisicamente” sul palco della Liverpool Arena: una narrazione “concreta” che mostra la relazione intima con noi stessi e la ricerca di equilibrio tra sogno e realtà. Durante la performance di Marco sul fondo si stagliano due figure, che si muovono su due scale speculari, tra il cielo che si compone sul gigantesco ledwall che incornicia la scena e il palco che si fa nebuloso. I performer raccontano come la nostra essenza più vera sia “un esercizio di equilibrio tra conscio e inconscio”, rimbalzando (su un trampolino) e tornando in equilibrio sulla scala così come accade dentro di noi. Il nostro essere più autentico e la presa di coscienza di noi stessi passano infatti attraverso l’accettazione, simboleggiata da un abbraccio finale, di tutte le nostre sfaccettature, quelle più libere che sperimentiamo nell’inconscio e quelle più razionalmente frenate della nostra quotidianità.

Per portare in scena il suo mondo, Marco Mengoni ha scelto l’arte unica di Yoann Bourgeois, artista internazionale (solo di recente ha collaborato con Harry Styles per il video di As it was e per la performance ai Grammy, con Pink in occasione della sua partecipazione al Graham Norton Show, e ancora con Coldplay, Selena Gomez, Missy Elliott e FKA Twigs), un performer, coreografo, direttore artistico, acrobata definito “a playwright of physics” (The New York Times).
Inoltre, per realizzare la performance Marco ha ancora una volta deciso di collaborare con il team di Black Skull Creative, team con cui ha già sviluppato la costruzione dei suoi ultimi (e prossimi) show live.
L’album Materia (Prisma)
Materia (Prisma), in uscita venerdì 26 maggio, concluderà il viaggio musicale di MATERIA iniziato con la pubblicazione di Materia (Terra) nel dicembre 2021, seguito da Materia (Pelle), pubblicato nell’ottobre dell’anno successivo. Il prisma, come l’uomo, ha la capacità di assorbire esperienze, filtrarle per analizzarle e poi restituirle scomposte in una miriade di colori, e così è questo album che, a chiusura della trilogia, ci permette di avere uno sguardo sulla realtà attraverso diversi punti di vista e prospettive, svelando e abbracciando in questo modo un mondo di sfumature nascoste ed uniche. QUI la tracklist del nuovo progetto discografico.
Le dichiarazioni dell’artista
Era molto difficile mettere in scena, quest’anno, il senso di “Due vite”, di questa relazione tra conscio e inconscio, mondo del sogno e della verità mascherata da film felliniani che il nostro cervello ci fa vedere, però credo di essere riuscito a mostrare questo alternarsi di vita reale e vita dei sogni, quella più profonda ed emotiva, per trovare questo balance. Sono molto contento di avere una squadra che proviene da varie parti d’Europa: ci sono i Black Skull Creative, con i quali lavoro in tour da un po’ di anni, poi c’è Yoann Bourgeois, che è un artista che ho sempre stimato moltissimo e che lavora con spazi e vuoti rimbalzando su un tappeto elastico. Lui e un altro performer si alterneranno descrivere meglio la relazione tra le due parti di vita.
Beh, la differenza rispetto a dieci anni fa è che sono più grande: in questi anni ho avuto l’opportunità di fare tantissime esperienze, di capire davvero cos’è l’Eurovision e l’importanza che ha questo palco. Dieci anni fa ero inesperto e mi sono fatto prendere tanto dall’emotività del momento, dalla pressione, e non mi sono goduto ogni istante. Quest’anno sono partito con gli strumenti adeguati e ho trovato l’energia giusta anche se ci sono tantissime cose da fare. Quindi un po’ di stanchezza mentale c’è, ma me la sto vivendo in un modo completamente diverso: poi, l’energia che dà Liverpool, che è la casa dei Beatles, uno dei gruppi che mi hanno da sempre ispirato, non è cosa da poco.
A me non piace la parola “gara”, come non mi piace la parola “competizione”: cerco di starne il più lontano possibile forse perché mi mette pressione il fatto di pensare che ci sia una classifica e che ci si possa fare lo sgambetto l’uno con l’altro. Non mi sembra che sia nemmeno lo spirito di questo Eurovision, e non a caso adoro il sottotitolo di quest’anno: la parola “musica” è importante, ma è più importante mettere l’accento sulla parola “uniti”. Ognuno porta il suo, e spero che ognuno di noi porti dei messaggi giusti a tutti coloro che seguono la manifestazione, che è una macchina che attira tantissimo pubblico, c’è veramente tantissima attenzione.
I Beatles hanno influenzato la musica pop da decenni, anche per chi non li ha mai ascoltati: se non fossero esistiti, noi non saremmo qui né come artisti, né come ascoltatori di altri artisti che ci hanno a loro volta influenzati. Hanno delle sfumature che comprendono tutti i colori dell’arcobaleno: hanno cercato di esaminare e analizzare ogni angolo della musica del mondo, è inevitabile esserne tutti influenzati. Da loro sono stati scritti, anche individualmente, pezzi che trattano della pace, ed è bello essere qui uniti a parlare anche di questo.
La musica è un messaggero di pace e di amore, almeno per quanto riguarda la mia musica, ma credo che questo riguardi tutti i 37 paesi che stanno concorrendo. Abbiamo l’opportunità, attraverso la musica come mezzo, di urlare ancora di più questa esigenza. Ovviamente, a me sarebbe piaciuto andare a Kiev domani, perché avrebbe voluto dire che la guerra è finita: essere qui ed essere uniti qui significa anche mandare a tutta l’Europa il messaggio che la musica, unendosi, può sensibilizzare su questo tema. Sono assolutamente contario a qualsiasi guerra in atto nel mondo in questo momento: scrivo canzoni per l’amore e riflettendo su tanti temi. Se serve o quanto sia utile davvero, non lo so, ma il ruolo della musica è anche quello di divulgare messaggi.
Ieri ho avuto modo di parlare con i ragazzi di San Marino, molto divertenti e simpatici: mi hanno fatto i complimenti, ci sono state tante batture e mi hanno anche detto che quest’anno San Marino voterà l’Italia! (ride, n.d.r.) Ma tanto a me del voto interessa relativamente: mi interessa di star bene e di divertirmi. S0no alla soglia dei 35 anni: le vittorie sono dei voti, ma la cosa più importante è star bene con la propria carriera e fare delle scelte giuste che ti portino a essere felice. Sto lavorando da un po’ di tempo su questo e sento di aver preso la strada giusta per essere davvero più centrato e più felice.
La mia carriera europea era già iniziata nel 2013, con due dischi e mezzo interamente in spagnolo, e a avevo già fatto un tour in Europa nel 2019 poco prima della pandemia, quindi le cose si erano già mosse. Proprio per questo è un onore essere qui quest’anno, per riconfermare e magari aumentare ulteriormente il bacino di ascoltatori per la mia musica. Lo vedo come un “prolungamento” di quel trampolino lì.
Se devo sentire più pressione io o Alessandro (Mahmood)? Spero che cantare non sia mai qualcosa di negativo, e per questo non sento nessuna pressione: faccio uno dei mestieri più belli del mondo, perché dovrei avere ansia? L’ansia non ti permette di goderti l’esibizione, la performance e l’esperienza in generale. Potrò fare degli errori, però succede a tutti: sono un essere umano, gli errori fanno parte della vita e devono esserci, sono molto importanti. Alessandro, come io ho scelto di fare a Sanremo portando “Let it be”, canterà uno dei pezzi più conosciuti e amati: ci saranno delle persone alle quali non piaceranno i nostri rifacimenti, ma credo che sia comunque molto bello che l’Eurovision abbia richiamato e scelto, tra i tantissimi partecipanti, un artista italiano.
Il tour in Europa sarà in posti grandi e sono molto contento di andare a confrontarmi con posti più grandi per vedere quante persone hanno aderito alla mia musica e ai messaggi che contiene. Mi mette un po’ paura lo Zenith di Parigi, che è un posto molto grande dove ho ascoltato artisti che mi piacciono tantissimo, quindi sarà una bella sfida.
Essere candidato per la prima volta ai David è una figata incredibile e mi dispiace mortalmente di non poter essere lì per ovvie ragioni: una nomination per un pezzo così importante e con un film di questo tipo mi rende felicissimo.
Finito Sanremo, mi sono preso del tempo per tornare in studio a finire il disco: ci ho pensato un po’ perché tengo molto a questo prossimo disco e credo che ci siano molti pezzi che saranno importanti nella mia carriera, quindi mi sono lasciato una porta aperta per ritornare e capire se potessero esserci dei pezzi più giusti per l’Eurovision. Poi alla fine, riflettendo, “Due vite” è proprio un bel viaggio che descrive tantissimo gli ultimi anni della mia vita personale e il lavoro su me stesso, quindi forse era giusto che condividessi con l’Europa questa parte che è intima ma molto presente e viva in me in questo momento. Era la scelta giusta.
Il richiamo della copertina di “Materia (Prisma)” a “The Dark side of the moon” dei Pink Floyd? In verità, l’ho scelto prima di sapere che fosse il compleanno di quell’album leggendario: sono molto contento, magari porterà anche un po’ fortuna!
Quelle che abbiamo scelto per il tour europeo sono location troppo ambiziose? Buttiamoci e vediamo come reagisce il pubblico. Quanto al mercato internazionale, mi piacerebbe molto fare “Due vite” in più versioni. Per il disco, aspettiamo che esca almeno in Italia: pensare già a fare dei dischi in altre lingue è prematuro, però ovviamente ci stiamo riflettendo.
Il messaggio che ci terrei a inviare su quel palco a prescindere dalla canzone? Di non perdere tempo, perché ce n’è pochissimo, e quando termina non possiamo deciderlo noi. Se sei consapevole di perderlo, ok, perché magari questo può finire per agevolare il tuo futuro. Ma non si deve perdere tempo, mai. Il messaggio della pace è comunque il più importante in assoluto.
Il tour europeo in autunno
Questa mattina, attraverso un post sulla sua pagina Instagram, il cantautore ha annunciato un tour che, tra ottobre e novembre prossimi, lo porterà ad attraversare con la sua musica alcuni tra i principali paesi europei, seconda tranche del viaggio live in quattro tappe —Parigi, Bruxelles, Francoforte e Zurigo — tutte sold out, che ha preceduto l’avventura eurovisiva a Liverpool.
Le prevendite locali si apriranno il 10 maggio alle 10 (local time), mentre le generali il 12 maggio sempre alle 10 (local time). Per ulteriori informazioni, vi rimandiamo al sito di Live Nation, che organizza il tour.
Marco ha poi dato appuntamento al suo pubblico, oltre che nelle principali città europee, anche nei più importanti stadi italiani. Il tour in Italia inizierà con l’anteprima in programma a Bibione (17 giugno) e toccherà anche le città di Padova (20 giugno), Salerno (24 giugno), Bari (28 giugno), Bologna (1° luglio), Torino (5 luglio), Milano (8 luglio), prima del gran finale live il 15 luglio al Circo Massimo a Roma. Un evento unico ed eccezionale in una location deputata ai grandi happening che chiuderà la sua fortunatissima prossima stagione live estiva.
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