l poeta che scrisse con la cinepresa
A soli ventinove anni Jean Vigo muore nel 1934, lasciando però 187 minuti di cinema rivoluzionari. Figlio di genitori anarchici (il padre è Eugéne Bonaventura de Vigo, nome di battaglia Miguel Almereyda, agitatore politico a lungo perseguitato dalle autorità), il ragazzo fino dalla più tenera età bazzica gli ambienti delle avanguardie storiche, acquisendo una visione della vita improntata all’anticonformismo e alla sovversione contro il sistema borghese. Trasferitosi a Nizza dopo la morte del padre, avvenuta nel 1918 in carcere in circostanze misteriose, Vigo si avvicina al cinema, scoprendo le opere di Dziga Vertov, Sergej Ejzenstein e Joris Ivens, e fondando il cinema club Les Amis du Ciném”. Nel 1930, influenzato dal documentari sulle città di moda all’epoca, affiancato dal fotografo Boris Kaufman e da Denis, fratello minore del noto Dziga Vertov, firma A propos de Nice, un film polemico verso la decadenza della società borghese, che tende a smitizzare i luoghi comuni della Costa Azzurra. Tra il 1930 e il 1933 realizza solamente un documentario di 11 minuti sul nuotatore Jean Taris, mentre sta preparando la sceneggiatura del suo capolavoro Zéro de conduite (venerdì 12 maggio, ore 19.00), basato sui suoi tristi ricordi d’infanzia in collegio. Il film, girato negli studi Gaumont a Parigi durante le feste natalizie, racconta la rivolta dei bambini contro le autorità di un collegio, chiara metafora della lotta di classe nella società capitalistica, che gli procura un mare di guai. L’anno successivo, già cagionevole di salute, gira L’Atalante (domenica 14 ore 21.00 e martedì 16 maggio ore 15.00), storia d’amore tra un marinaio e la sua donna ripresa nel corso del viaggio sulla Senna in un barcone. Interpretata da Michel Simon e Dita Parlo, la pellicola contiene immagini poetiche della vita di tutti i giorni dei francesi più poveri, che si mescolano con la durezza e l’aggressività di una Parigi disumana. Ma il regista non riesce a portare a termine il suo film, perché muore di tubercolosi il 5 ottobre 1934, privando il cinema francese di un suo grande maestro. I due film sono in edizione restaurata.







































