Pacifiction – Un mondo sommerso

Cosa sta preparando il governo francese nella Polinesia?

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Pacifiction – Un mondo sommerso
di Albert Serra
con Benoît Magimel, Pahoa Mahagafanau, Marc Susini, Matahi Pambrun, Alexandre Melo

Polinesia francese. Un night. Indigeni utilizzati come barman, camerieri e ballerini, clienti stranieri di diverse nazionalità dagli incarichi indecifrabili, militari che arrivano in battello dal mare nero notturno, tutti affondati nella musica tecno dolce di una d-jay nuda. Benoit Magimel in completo di lino bianco doppiopetto e camicia colorata sembra il consueto bianco disperso ai tropici e invece è l’Alto Commissario del governo francese che passa il tempo a mediare, ascoltare, consigliare, limare, a volte minacciare, spesso a sorridere e a convincere. Dopo mezz’ora di film lo spettatore o è stato respinto dal tedio o cede all’ipnosi della musica e dei colori e segue Magimel nel suo lentissimo e tortuoso procedere: i giovani dell’isola vorrebbero poter acceder ai casinò ma le autorità religiose li diffidano e contemporaneamente l’aumento delle presenze di militari e di stranieri indefinibili si accompagnano a voci di ripresa di esperimenti nucleari (la Francia in Polinesia fece disastri con l’atomica in tempo di pace). Ragazze nottetempo vengono portate in alto mare e tornano duramente provate. C’è un sommergibile al largo? Quello che sembrava un luogo comune esasperato del genere spionistico coloniale a un tratto si rivela un mix di cinema sperimentale a cavallo tra il fantascientifico e l’onirico. Il regista è famoso per le sue rivistazioni folli dei generi. Due ore e 45 per imparare che “la politica è una discoteca.. una festa col diavolo… persone al buio che non si guardano più…

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