I Jaspers pubblicano “Le laid c’est beau”, il nuovo singolo

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Jaspers
foto: Chiara Sardelli

I Jaspers, band già nota al pubblico per la partecipazione come resident band a Quelli Che Il Calcio su Rai 2, pubblicano oggi il nuovo singolo Le laid c’est beau (distr. Distrokid), disponibile in radio e su tutte le piattaforme digitali.
Il brano è il terzo, dopo Rockstar e Dante (usciti nel 2022), ad anticipare il nuovo album in arrivo in autunno.

Versione tutta particolare, inquieta e incalzante, del classico singolo estivo, Le laid c’est beau è una canzone dalle atmosfere metropolitane con suggestioni che alludono a una città decadente, frenetica di giorno e viva di notte, tra locali underground, strade abbandonate al degrado urbano e quartieri alla moda.
La ritmica martellante ricorda la musica che si balla nei club alternativi delle grandi città, unita a sonorità che rimandano all’industrial metal tedesco.

“Il brutto è bello”

Le laid c’est beau è una citazione attribuita a Victor Hugo e si traduce letteralmente con: il brutto è bello. È un’espressione che è diventata simbolo del cambio di estetica nell’Ottocento tra il Classicismo, in cui gli eroi delle storie erano sempre personaggi positivi e senza macchia, e il Romanticismo in cui si è cominciato a volgere l’attenzione verso soggetti, spesso di estrazione popolare, il cui fascino risiedeva proprio nei loro difetti, imperfezioni e ambiguità.

Il pezzo elabora questo concetto riferito ai giorni nostri e in particolare ai ritmi e alla qualità della vita nella realtà urbana, che porta l’Uomo, più o meno consapevolmente, ad accettare e apprezzare brutture e storpiature che lo allontanano dalla propria natura animale e spirituale. Quasi una sindrome di Stoccolma nei confronti della propria città, un feticismo post-moderno che ci fa amare le situazioni più impensabili.Nella copertina del singolo, realizzata dalla fotografa ufficiale della band Chiara Sardelli, vediamo ritratto Tino, cane e mascotte dei Jaspers, nella sua routine suburbana milanese con la metro della storica linea rossa che passa sullo sfondo.

Le parole della band: «Viviamo a Milano e conosciamo bene i pregi e difetti, il bello e il brutto delle grandi città. Questa canzone è dedicata a tutti i guerrieri metropolitani che ogni giorno devono affrontare il caos della città per sopravvivere».

Bio

I Jaspers nascono nel 2009 dall’incontro tra diversi musicisti che si sono conosciuti presso il CPM Music Institute di Milano. Il gruppo è una rock band, ma di difficile catalogazione. Ha al suo interno influenze artistiche e musicali che spaziano dal rock al pop all’alternative, progressive, reggae, funk fino alla musica classica. Prendono il nome dal filosofo e psichiatra Karl Jaspers, nome che meglio rappresenta ed unisce la follia artistica e personale di ogni singolo componente.

Vengono spesso definiti una concept band in maschera, che porta sul palco una sorta di Opera Rock Theatre. Durante i loro concerti infatti ognuno dei componenti mette in scena il personaggio di un manicomio immaginario che prende vita sul palco, gli show sono ironici e molto coinvolgenti. Vengono notati inizialmente da Franco Mussida, chitarrista e fondatore storico della PFM, per poi continuare a collaborare con tantissimi produttori e musicisti Italiani nel corso degli anni, oltre che a fare tour in tutta Italia.

La band ha all’attivo due album, Mondocomio del 2012 (etichetta Talking Cat / distribuzione Ammonia Records) e Non ce ne frega niente del 2019 (etichetta Talking Cat / distribuzione Universal Music Italia). Le ultime uscite del 2022 sono i due singoli Rockstar e Dante (etichetta Be NEXT Music / distribuzione Sony Music Entertainment Italy).

I Jaspers sono: Fabrizio Bertoli (voce), Erik Donatini (basso), Eros Pistoia (chitarre), Francesco Sgarbi (tastiere), Giuseppe Ferdinando Zito (voce). Al momento la band si avvale della collaborazione di due diversi batteristi: Roberto Gualdi per le sessioni in studio di registrazione (a partire da Rockstar) e Marco Antoniazzi per i live.

Andrea Giovannetti
Nato a Roma nel 1984, ma vivo a Venezia per lavoro. Musicista e cantante per passione e per diletto, completamente autodidatta, mi rilasso suonando la chitarra e la batteria. Nel tempo libero ascolto tanta musica e cerco di vedere quanti più concerti possibili, perchè sono convinto che la musica dal vivo abbia tutto un altro sapore. Mi piace viaggiare, e per dirla con le parole di Nietzsche (che dice? boh!): "Senza musica la vita sarebbe un errore".

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