Daniele Silvestri. Il decimo album di un cantastorie

0
Daniele Silvestri Milano Music Week

Decimo album per Daniele Silvestri e non a caso viene intitolato Disco X, dodici storie collettive tra fiati, elettronica, pop, jazz e rap. Album realizzato con tanti ospiti come Davide Shorty, Eva, Emanuela Fanelli, Fulminacci, Giorgia, Selton e Wrongonyou. Daniele è arrivato a Milano per presentare l’album chiedendo tempo e ascolto. Una conferenza stampa come non ne avvengono più, con Silvestri intenzionato a passare in rassegna ogni brano del disco, spiegando  come è nato e come si è sviluppato in sala di registrazione.

«Ho cominciato a raccogliere le canzoni in una cartella del computer – attacca Silvestri – per arrivare ad avere a disposizione un materiale per un disco, senza però dare niente per scontato. Così, dopo quattro anni dal precedente album che aveva un andamento concept questa volta ho messo leggerezza per un disco più semplice del precedente». Un nuovo disco che Silvestri ha cominciato a raccontare portando in scena alcune canzoni ancor prima che uscissero.

A un certo punto ha chiesto, a coloro che lo seguono abitualmente sui social, di mandargli storie, quelle che stanno dietro a persone e luoghi e su quella base ha costruito lo spettacolo e il disco: «Ho ricevuto molte storie, alcune dolorose – spiega Silvestri – alcune perfino non raccontabili, alcune sono diventate canzoni, una è diventata il primo singolo di questo disco». Oggi tutto il lavoro di preparazione è diventato un cd a cui segue un vinile che ha una sequenza differente.

Le canzoni dell’album

La prima traccia, Intro X è una specie di manifesto programmatico, come un trailer, dove confluiscono tutti i partecipanti ospiti, magari solo con una telefonata, un dietro le quinte, un passare in rassegna quello che poi si trova compiuto nelle varie canzoni. Silvestri ha lavorato a lungo per realizzare l’album e anche nel farlo ascoltare chiede ai giornalisti un tempo più lungo di quello che abitualmente si concede per una presentazione.

Adesso che è tutto immediatezza e velocità. Vuole capire innanzitutto se quello che ha composto e registrato viene recepito come lui si era proposto che fosse. «Ci ho messo un pezzo di cuore – dice – ma senza il bisogno di farsi notare a tutti i costi. La gente che viene a teatro concede un tempo all’ascolto in un modo che non si è più abituati». Lui, figlio degli anni Novanta, abituato alle collaborazioni tra artisti, dove il caso più eclatante è stato il tour con Max Gazzé e Niccolò Fabi.

Daniele Silvestri
Daniele Silvestri a Milano insieme a un componente dei Selton. ©Giordano Casiraghi

Oggi ecco ancora tante persone da coinvolgere, da incastrare con i tempi e gli impegni di ciascuno, così racconta che con Giorgia non è stato facile da far coincidere. Poi ci sono gli arrangiamenti e in questo disco la sezione fiati fa tanto, danno allegria, l’ingrediente che l’artista cercava, come anche la spensieratezza: nella prima traccia è evidente.

Poi parte Scrupoli, dove la fine di una relazione viene raccontata dal punto di vista femminile, dove la donna è più concreta, anche se decide di non mostrare il suo dolore. Brano che rende anche omaggio a Lucio Dalla di Disperato erotico stomp. Per la traccia Il talento dei gabbiani concorrono i Selton: «Quando vengo a Milano vado da loro, come loro vengono da me quando sono a Roma. Il brano ha dentro allegria e amarezza, con quello che comporta partecipare ai talent con il punto di vista della famiglia, ma anche del ragazzo che ripone speranze e illusioni, una storia figlia dei racconti che mi sono stati fatti. A volte subentra la depressione come conseguenza, ma oggi c’è molta fatica a trovare il modo di collocarsi per certe generazioni». 

E fin qui le canzoni sono quelle già pubblicate e ascoltate, come Tutta, che prende spunto da una storia che il libraio e artista visivo Paolo Poni gli ha inviato come appunti per una piccola storia d’amore e in questo caso la musica è uscita di getto, stessi accordi dall’inizio alla fine. Ballata corposa con fiati e Emanuela Fanelli che interviene nel finale.   

Bella come stai è condivisa con il romano Franco 126: «Conosciuto per colpa del bassista che me l’ha fatto sentire. Mi è piaciuto il suo modo di parlare di Roma». In Colpa del fonico riappare forte la presenza di Lucio Dalla: «Non avrei potuto scrivere questo brano e altri senza Lucio Dalla – puntualizza Silvestri – e la sua libertà negli arrangiamenti». 

La facciata B dell’album, così dice Silvestri che tratta l’argomento come si usava fare prima dell’avvento del cd, inizia con L’uomo allo specchio dove interviene Fulminacci, mentre Cinema d’essai è forse anomala rispetto al resto del disco, perché dopo l’allegria ci si ferma per una storia fatta di silenzi, per ricordare un posto antico che è il cinema d’essai. Ci voleva una tromba e una voce femminile, quella di Giorgia. 

While The Children Play vede tornare la collaborazione con Frankie Hi-Nrg e Wrongonyou per un brano scritto anni addietro ma che ben si inserisce in questo album. C’è l’impegno con una Onlus che si occupa di minori in una Siria in guerra. Ancora attorno a un argomento impegnato arriva Mar Ciai, la storia di una zingara, figura ingenua, con una vita stroncata in maniera tragica per mano di qualcuno. Infine Up In The Sky con la voce soul del ritrovato Davide Shorty, anche se qui di vero c’è poco per una storia sull’identità.
E per chiudere una ghost track pianoforte e voce, per un disco dove la sezione fiati di Francesco Fratini, Eugenio Renzetti e Simone Alessandrini diventano importanti in più occasioni, quindi da applaudire tutti gli altri musicisti, da Daniele Tortora (sintesi sonora e programmazione), Gabriele Lazzarotti (basso), Daniele Fiaschi (chitarre), Duilio Galioto (tastiere e sintetizzatori e lo stesso Silvestri (tastiere e chitarre). 

Giordano Casiraghi
Nato in Lombardia, prime collaborazioni con Radio Montevecchia e Re Nudo. Negli anni 70 organizza rassegne musicali al Teatrino Villa Reale di Monza. È produttore discografico degli album di Bambi Fossati & Garybaldi e della collana di musica strumentale Desert Rain. È promotore con Pino Massara e Alfredo Tisocco della prima ristampa in cd di tutti gli album di Battiato usciti negli anni Settanta. Collabora per un decennio coi mensili Alta Fedeltà e Tutto Musica. Partecipa a L'Enciclopedia del Rock Italiano - Arcana e Dizionario Pop Rock - Zanichelli edizioni 2013-2014-2015. È autore dei libri Anni 70 Generazione Rock (Editori Riuniti, 2005 - Arcana, 2018), Che musica a Milano (Editrice Zona, 2014 - nuova edizione Editrice Zona, 2023), Cose dell'altro suono (Arcana, 2020) , Battiato - Incontri (O.H., 2022), Gianni Sassi la Cramps & altri racconti (Arcana, 2023), Franco Battiato - All'essenza (Mondadori, 2025)

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci qui il tuo nome