È uscito venerdì 21 aprile Tempesta il nuovo singolo di Sofia Tornambene, in arte KIMONO, vincitrice della 13ª edizione di X-Factor.
Scritto in seguito al suo trasferimento a Milano, periodo di forte cambiamento e di crescita sia dal punto di vista personale che musicale, Sofia ha trovato il modo di esorcizzare le sue paure scrivendo questo brano.
Il brano è suonato e prodotto dalla stessa artista e da Maestro in collaborazione con Marco Rettani, vede protagonista assoluta l’eterea voce di KIMONO, accompagnata da una chitarra malinconica e da una produzione electro-acoustic con venature che si rifanno all’indie/pop.
Ci siamo fatti raccontare da Sofia qualcosa in più su questo nuovo progetto.
Se dovessi descrivere in poche parole il tuo nuovo singolo “Tempesta”, quali parole useresti?
Un frame di vita dove il nero ti invade e la mente distorce ogni realtà. La luce: il ricordo di non essere soli e la forza di chiedere aiuto.
https://www.instagram.com/p/CrQ42_FsIJv/
Quando è nata “Tempesta”?
Tempesta nasce appunto da questo sentito, dalle difficoltà che ho dovuto affrontare in questi ultimi tre anni, dove si alternavano alla bellezza della nuova vita che mi aveva comunque dato la fortuna di incontrare persone nuove, e sopratutto l’amore. Via via all’incertezza, che si faceva densa, ombre e i momenti di vuoto si facevano avanti. Un momento difficile, in più la difficoltà economica dettata dal fermo del mio lavoro, poi una malattia che ha colpito un orecchio ed ho temuto di perdere uno dei miei strumenti più importanti per potere continuare a fare musica e giorno dopo giorno i carichi hanno oscurato me e tutto intorno a me . Questo ha iniziato a mettere una barriera tra me e gli altri, tra me e quella meravigliosa tempesta d’amore che è la crescita di una giovane coppia, trasformando una tempesta di desiderio di gioia in un buio, vuoto che a tratti mi toglieva il respiro. E nonostante le persone mi stessero vicino mi accogliessero nel mio dolore nella mia paura tutto diventava a tratti lontano. Ma proprio questo è stato fondamentale, l’accoglienza, la comprensione nella relazione, lo sguardo della quiete che sempre con la sua luce giungeva dopo la tempesta regalando l’abbraccio, l’unione, la forza.
Hai scelto di trattare un tema estremamente complesso, come sei arrivata a questa decisione?
Uscendo dal mio buio, sentendo la fragilità sempre dietro l’angolo, ho visto che dalla pandemia tra le tante cose, abbiamo ereditato un’altra pandemia silenziosa, quella degli attacchi di panico, della depressione dettati dall’interruzione tra il passato e il futuro . Solo in Italia ogni anno 10 milioni di persone sperimentano almeno un attacco di panico. Un aumento del 25% degli attacchi di panico persino a scuola.
Ho scritto questo brano pensando proprio che è importante per chi in quella tempesta teme di essere solo, di stare perdendo se stesso ed il proprio futuro che anche se tutto sembra lontano le persone che vi amano sono li accanto a voi e possono con la loro comprensione, con il loro abbraccio aiutarvi a superare quel buio ma dovete avere il coraggio di dirlo, di comunicarlo di far comprendere che quei momenti “strani” lo sono “strani” innanzitutto per voi e che volete anche se non sembra uscirne e volete anche se non sembra che vi abbraccino.
Tempesta è nata da uno di quei momenti di nero curato dalla luce.
Quanto è stato difficile metterti a nudo in questo modo?
Sono una persona estremamente timida per cui non posso negare che non sarei riuscita ad esprimere le mie sensazioni se non attraverso lo strumento della mia vita la musica che rende semplice esprimermi e trasmettere le mie emozioni.
A livello musicale, il brano ha una produzione estremamente interessante: com’è stato lavorare con Maestro e Marco Rettani? Come avete costruito il brano?
Lavorare con questi due professionisti è stato semplice ed intenso grazie alla loro grande sensibilità che gli ha consentito innanzitutto di “sentire” ciò che veramente volevo esprimere e trasmettere e renderlo “forte” di quella professionalità ed esperienza senza snaturare la mia intenzione anzi rafforzandola.
Anche il video è curato con estrema attenzione e trasmette un messaggio importantissimo per chi soffre di attacchi di panico: nessuno è solo. Come lo avete costruito?
La cosa più bella del video è stata l’esperienza di creatività e collaborazione con un team di giovani professionisti che hanno realizzato diciamo il “mosaico” , ognuno ha portato un’idea, un contributo tecnico consentendo di realizzare il messaggio che noi autori desideravamo trasmettere. L’uso del reverse ha consentito di ricreare l’attacco di panico dalla sua fase più intensa al ritorno alla quiete, al respiro, alla realtà.
Parlando di XFactor, quanto ti è servita quell’esperienza e quanto pensi di essere cresciuta grazie al talent?
X-Factor è stata un’esperienza importantissima. Avevo solo 16 anni e ha messo alla prova tantissimo le mie capacità sia artistiche che umane. Ogni giorno una prova diversa potendo lavorare con professionisti della musica e ogni giorno in piu’ uno stacco dalla continua protezione e esperienza della mia famiglia, dato che forse per la prima volta ero lontano da casa per tanto tempo. Un trampolino estremamente veloce verso una vita nuova. Il trasferimento a Milano e grandi attese che purtroppo si sono sospese a causa della pandemia. Con esse forse è rimasta sospesa anche la mia immagine di “Bambina” tanto amata dal pubblico che forse non si è reso conto che tra quei 16 e i 18 sono diventata una donna.
Quali sono i piani per il futuro? Stai lavorando a qualcosa di nuovo?
Senz’altro ci saranno tanti live e non vedo l’ora di incontrare tutti. Si partirà da Morrovalle il 1 luglio, poi a Cecina il 4, a Montegranaro il 15, a Piombino il 18 e a Porto Potenza Picena il 30 luglio. Ma consiglio anche di tenere d’occhio le mie pagine perché seguiranno aggiornamenti. La mia vita è Musica, come potrei non stare creando qualcosa di nuovo?





































