Spider-Man- Across the Spider- Verse

Il sequel del film di animazione Spider-Man - Un nuovo universo

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Spider-Man –
Across the Spider-Verse
di Joaquim Dos Santos, Kemp Powers, Justin K. Thompson

È il sequel di Spider-Man – Un nuovo universo uscito nel 2018.  
Lo Spider-Verse è composto da infiniti universi, in ogni universo c’è uno Spider-Man, maschio, femmina, bianco, latino, afroamericano, signora incinta o maschio esaltato dalla paternità, fanatico o punk, per tutti i gusti e per tutto il politicamente corretto, disegnato così o disegnato cosà, morso dal ragno giusto o da quello sbagliato (e la differenza è importante…). In tutti gli universi lo Spider-qualcosa  di turno è brillante e scattante, con tutina variabile, più o meno col senso dell’umorismo, e in quello di Miles Morales c’è anche un cattivo quantistico e sarcastico, Macchia, che ricorda un po’ quel brontolone di Rorschach di Watchmen , sembra un cane dalmata e invece è una spugna di buchi neri e ponti di Einstein Rosen capace di entrare e perdersi in se stesso (sì, da una macchia che poi è un buco), ma -ahimé- tutti hanno il problema della comprensione in famiglia e padri poliziotti che fanno fatica a capire le nuove generazioni. Vogliamo dire che questi supereroi nel multiverso sono anche multilagnosi? Che il multiverso più che moltiplicare le avventure sembra moltiplicare guai identici? Questa seconda avventura animata (un’avventura di mezzo) è decisamente dinamica e frenetica e farcita di musica fino al mal di testa eppure, contemporaneamente a modo suo è statica, perché si va dappertutto ma non succede qualcosa: o meglio, quello che succede è un andare da un’altra parte senza tregua dove il meccanismo ricomincia. È sicuramente un multiverso caotico a misura di millennial.

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