Cult Movie: Un maledetto imbroglio

Dal 9 giugno 2023 alla Cineteca Milano Arlecchino per la serie degli intramontabili capolavori, il film di Pietro Germi vincitore del Globo d’oro 1960

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Un maledetto imbroglio

La pellicola è in versione italiana con sottotitoli inglesi

In un appartamento di un antico e signorile palazzo romano viene compiuto il furto di alcuni gioielli preziosi.  Il commissario Ingravallo (Pietro Germi) della Squadra Mobile indagando sul crimine, interroga la signora Liliana Banducci (Eleonora Rossi Drago), una donna affascinante e malinconica, la sua domestica Assuntina (Claudia Cardinale) e il fidanzato di lei Diomede (Nino Castelnuovo), una sorta di gigolò senza lavoro e dalla morale dubbia che diventa il sospettato principale, ma il cui alibi (ha passato la notte con una ricca signora americana) regge alla prova dei fatti.  Poco tempo dopo la stessa Banducci è ritrovata assassinata in casa sua. La cerchia dei sospettati messi sotto torchio dal commissario e dai suoi uomini si allarga a Remo (Claudio Gora), il marito di Liliana e a Massimo Valdarena (Franco Fabrizi), personaggio ambiguo molto legato alla cugina Liliana. Presto emergono i segreti di famiglia come la relazione sentimentale tra Remo Banducci e Virginia (Cristina Gajoni), la domestica cacciata di casa che aveva finito per ricattarlo e la manipolazione del testamento della defunta. Quando il poliziotto è sul punto di archiviare le indagini, un particolare sfuggitogli precedentemente lo mette sulla pista giusta e il colpevole viene così arrestato. Nel 1958 Pietro Germi è attratto dal racconto Quer pasticciaccio brutto de via Merulana di Carlo Emilio Gadda, uscito a puntate sulla rivista Letteratura tra il 1946 e il 1947 e poi nel 1957 rivisto e rielaborato profondamento in romanzo. Insieme ad Ennio De Concini e Alfredo Giannetti firma la sceneggiatura e poi realizza quello che viene definito dalla rivista Variety, “il più bel film poliziesco mai realizzato in Italia” nel quale la polizia italiana non viene rappresentata solo come uno strumento repressivo (la Celere delle manganellate sui manifestanti in piazza), ma come un’organizzazione efficiente e capace di combattere il crimine. Memorabili le sequenze in uno splendido bianco e nero degli interrogatori in Questura, con gli indiziati immersi nel fumo delle sigarette. Germi ha il giusto fascino del poliziotto della vecchia guardia, baffetti, cappello all’ americana, occhiali scuri, sigaro in bocca, sguardo penetrante e beffardo, duro con i colpevoli e tenero con le loro vittime, affiancato dai suoi fedeli collaboratori, il maresciallo Saro (Saro Urzì) e il brigadiere Oreste (Silla Bettini).  Uscita nell’ ottobre 1959, la pellicola con le musiche di Carlo Rustichelli (la canzone struggente Sinnò me moro è cantata dalla figlia del compositore Alida Chelli), ottiene ottime recensioni e buoni incassi al botteghino. Le proiezioni saranno il 9 giugno ore 19.00; il 10 giugno ore 21.00; l’11 giugno ore 15.00; il 15 giugno ore 19.00.

Pierfranco Bianchetti
Pierfranco Bianchetti , giornalista pubblicista e socio del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani è laureato in Sociologia a Trento. Ex funzionario comunale, responsabile dell’Ufficio Cinema del Comune di Milano, ha diretto n l’attività del Cinema De Amicis fino alla chiusura nel 2001. Ha collaborato a Panoramica – I Film di Venezia a Milano, Locarno a Milano, Il Festival del Cinema Africano; Sguardi altrove; ha scritto sulle pagine lombarde de l’Unità e de Il Giorno, Spettacoli a Milano, Artecultura, Top Video; Film Tv; Diario e diversi altri periodici. Attualmente collabora a Diari di Cineclub, Grey Panthers, il Migliorista, Riquadro.com, pagina facebook Sncci Lombardia. Ha pubblicato nel 2021 per Aiep Editore “L’altra metà del pianeta cinema-100 donne sul grande schermo”, nel 2022 per Haze Auditorium Edizioni “Cinemiracolo a Milano. Cineclub, cinema d’essai e circoli del cinema dalla Liberazione a oggi” e nel 2026 per Algra Editore “Le grandi dinastie cinematografiche – Il cinema di padre in figlio”.

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