Bugo torna con “Un bambino”: «Un artista non deve mai diventare troppo adulto»

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Bugo
© Foto: Riccardo Medana

Dopo due anni di silenzio discografico, qualche giorno fa Bugo ha pubblicato Un bambino, il suo nuovo singolo. Un pezzo dichiaratamente rock, che anticipa un album già pronto, ma che non ha ancora una data di uscita. Intanto Bugo, che il prossimo 2 agosto taglierà il traguardo dei 50 anni, si appresta anche a tornare a suonare dal vivo.

Negli ultimi due anni, in ogni caso, l’artista non è stato con le mani in mano. Oltre a lavorare al disco, ha partecipato a Pechino Express e si è scoperto conduttore sul palco del concerto del Primo Maggio. E dopo un periodo di cambiamenti, ora torna a far parlare la musica. Di seguito la nostra intervista.

Bugo

IL NUOVO SINGOLO

Il tuo nuovo singolo è un pezzo rock senza tanti fronzoli…
Io ho sempre fatto musica abbastanza semplice, diretta. La musica complicata e troppo artificiosa non è nel mio stile. In questo caso volevo essere ancora più radicale nella scelta di essere diretto. Veniamo da tre anni di caos per tutti, per via della pandemia. Il brano parte diretto con l’armonica, quasi una chiamata alle armi. Poi arrivano la batteria e i cori da battaglia. È un modo per liberarsi dalle paure, un messaggio credo subito molto esplicito.

Come è nata questa canzone?
Lo scorso anno ho registrato il disco a Brescia, nell’arco di sei mesi. Una mattina di primavera mi sono svegliato e ho avvertito la necessità di parlare di questo argomento. Siamo andati in studio e tutto è partito da un riff di chitarra e armonica. Abbiamo buttato giù la base musicale e mentre i ragazzi sono andati a fare una pausa, io ho scritto il testo. Nell’arco di una giornata abbiamo fatto quello che ora tutti possono sentire.

Nel testo ripeti più volte «c’è un bambino in me». È proprio così?
C’è un bambino in tutti noi. Almeno, mi auguro che sia così. Poi c’è chi lo ascolta di più e chi meno. C’è chi diventa adulto a 15 anni e soffoca la parte infantile e chi invece un po’ l’ascolta sempre. Io penso che un artista non debba mai diventare troppo adulto, ovviamente per quanto riguarda la parte lavorativa della sua vita. Io ho 50 anni, sono sposato e ho due bambini. Mi ritengo una persona responsabile, ma lasciando da parte la mia vita privata, credo che Un bambino sia quasi un inno a tutti gli artisti. Credo che in questo momento sia importante riscoprirci entusiasti, proprio come sono i bambini. Ad esempio, quando io torno con un disco sono sempre stracarico. Altrimenti, non torno. Per la prima volta in vita mia ho scritto un pezzo su questo argomento, finora non avevo mai scritto una canzone che parlasse di questa tematica. Forse era il momento giusto, è venuta e ho ascoltato questa voce.

IL VIDEO

Nel video hai coinvolto anche il tuo fan club…
Sì, mi sembrava il modo migliore per ritrovare un collegamento empatico con i fan. Il fan club “Io mi Bugo” esiste dal 2000, dal mio primo disco. Durante il periodo della pandemia non abbiamo avuto occasione di organizzare praticamente nulla. Credo che tornare così, con i miei fan, fosse la cosa più bella che potessi fare in questo momento. Si sono presentati circa in 75 per fare il videoclip e la foto di copertina. Per me è stato un modo empatico per dire «sono tornato, voglio stare con voi, facciamo casino, ritroviamo il nostro essere bambini e stiamo uniti». Volevo un ritorno empatico ed irruente, come è la musica. E come forse sono anche i bambini. Spero che sia chiaro il messaggio. Il video è stato girato in un locale molto conosciuto di Milano, dove si suona dal vivo, che era strapieno. Per me, dopo due anni di lontananza, è stato bello ritrovare la voglia di stare insieme. E poi volevo fare un video in cui suonassi con la band, volevo mettere in piedi una situazione live.

Bugo

ALBUM E TOUR

C’è un album in arrivo?
Il disco è pronto, il lavoro è stato fatto tutto l’anno scorso. Non so però dire quando uscirà. Non c’è fretta, voglio tornare un passo alla volta, non voglio “bruciare” il disco subito. Voglio fare tutto con calma. Come già ho fatto in passato. Nel 2016, ad esempio, ho fatto uscire quattro singoli prima di pubblicare l’album. E per la prima volta sono anche arrivato primo in classifica. Mi auguro che queste canzoni siano un po’ l’antipasto di quello che arriverà. Voglio fare le cose bene, senza essere precipitoso. Ho dovuto anche riformare tutta la squadra, dal management all’agenzia concerti, passando per la Warner, la mia nuova etichetta.

Questa estate torni a suonare dal vivo, ti aspettano per ora sette festival.
Con Locusta, la mia agenzia attuale, abbiamo scelto di fare i festival estivi. Per me è importante essere presente in tutta Italia per farmi vedere. Poi, in autunno, faremo i club. A breve inizieremo le prove. Sto preparando la scaletta, ovviamente faremo il singolo nuovo, ma non anticiperò altri pezzi dell’album che uscirà. Negli ultimi due anni non ho potuto suonare molto, quindi voglio riprendere il discorso pre-pandemico. Farò quelle che ritengo siano le mie canzoni più importanti, da vent’anni a questa parte. E poi ci saranno una o due cover. Può darsi che faccia qualcosa di Vasco, è una delle cover che preferisco fare. Lo dobbiamo ancora decidere però, lo faremo nei prossimi giorni.

LA TELEVISIONE

Che ricordo hai dell’esperienza di Pechino Express, programma che hai affrontato insieme al tuo amico Cristian Dondi?
Mi sono molto divertito, il pubblico ci ha amato molto e siamo andati bene. Probabilmente anche perché eravamo un po’ fuori contesto. Voglio sottolineare, perché è una cosa importante, che il ricavato della trasmissione va tutto in beneficienza alle associazioni locali dei luoghi che ospitano il programma. Io ho fatto la mia gara, sono sempre stato me stesso ed ero con il mio miglior amico. A volte nemmeno mi accorgevo che ci fossero le telecamere. Sono contento di aver fatto questa esperienza, è stata super bella. Io all’inizio era scettico, invece è andato tutto bene. Durante le otto puntate a cui ho partecipato hanno anche messo in sottofondo tante mie canzoni. Mi hanno anche chiesto se potessi essere interessato a fare il conduttore. Poi però non se n’è fatto nulla.

Il conduttore lo hai fatto l’anno scorso al concerto del Primo Maggio…
Gli organizzatori erano contenti, anche se sono un po’ impacciato, perché non sono un conduttore, credo che il pubblico abbia apprezzato la mia spontaneità. Il Primo Maggio e Pechino Express sono state due esperienze entrambe in linea con il mio modo di essere.

Questo il calendario, in aggiornamento, con le prime date del tour estivo di Bugo:
7 luglio – Morrovalle (MC) – Fool Festival
14 luglio – Padova – Arcella Bella
21 luglio – Firenze – Ultravox
26 luglio – Cannaiola di Trevi (PG) – Antifestival
6 agosto – Gallinaro (FR) – Gallina Rock
11 agosto – Spinetoli (AP) – L’arte non è acqua
15 settembre – Bergamo – NXT Station

Il video di Un bambino, il nuovo singolo di Bugo:

Marco Pagliettini
Nato a Lavagna (GE) il 26 luglio 1970, nel giorno in cui si sposano Albano e Romina, dopo un diploma in ragioneria ed una laurea in economia e commercio, inizio una brillante (si fa per dire) carriera come assistente amministrativo nelle segreterie scolastiche della provincia di Genova e, contemporaneamente, divorato dalla passione del giornalismo, porto avanti una lunga collaborazione con l’emittente chiavarese Radio Aldebaran, iniziata nel 2000 e che prosegue tuttora. Per 15 anni ho collaborato anche con il quotidiano genovese Corriere Mercantile. Dal 2008 e fino alla sua chiusura ho curato il blog Atuttovasco.

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