Olga
di Elie Grappe
con Anastasia Budiashkina, Sabrina Rubtsova, Caterina Barloggio, Thea Brogli
Olga è una giovanissima ginnasta ucraina, si allena per un esercizio difficile alle parallele asimmetriche, lo Jaeger. Olga è ambiziosa, ma ancora acerba per quel passaggio. La prova più difficile è il passaggio dall’Ucraina alla Svizzera: il padre, separato, è svizzero, e Olga, se cambia nazionalità, potrebbe allenarsi con la squadra elvetica e partecipare ai campionati europei. La madre giornalista invece resta a Kiev: ha già subito un attentato perché scrive contro il governo, è il 2013, c’è la sollevazione contro Yanukovich, che dopo i moti di piazza Maidan scapperà in Russia. La progressione di difficoltà è su due piani, imparare ad allenarsi con le altre atlete della compagine svizzera, vincere le rivalità, decidere se stare nella pace mentre il suo paese è in guerra, svuotare la mente durante l’esercizio mentre a Maidan si muore. Olga, interpretata da una vera atleta è un film che usa alcune cose per parlare di altre, la Svizzera per l’Ucraina, gli esercizi per le difficoltà politiche, gli infortuni per le ferite. Il film ha avuto una gestazione di cinque anni, anche per via delle interruzioni dovute al Covid e alla guerra.






































