I 400 colpi, lo straordinario esordio nel lungometraggio di François Truffaut

Il 17 giugno ore 19 e il 30 giugno 2023 ore 21, alla Fondazione Prada Largo Isarco, 2 Milano, la pellicola che ha lanciato nel mondo il mito della Nouvelle Vague francese

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I 400 colpi

Per la Sezione Classici, a cura di Paolo Moretti, le versioni restaurate dei film che hanno marcato l’immaginario collettivo

La sera di lunedì 4 maggio 1959 viene presentato nella Sala del Palais des Festivals I 400 colpi, diretto da François Truffaut. Teso, pallido e nervoso, il regista al fianco del giovane interprete Jean-Pierre Léaud incoscientemente allegro e sereno, attende con ansia la fine della proiezione. Quando le luci in sala si accendono il pubblico applaude calorosamente. È un trionfo. All’uscita dal Palais Léaud è portato in trionfo e il giorno dopo i grandi quotidiani dedicano alla pellicola titoli elogiativi: France-Soir scrive “Un regista di 28 anni: François Truffaut. Una star di 14 anni: Jean-Pierre Léaud”; la rivista Elle afferma: “Mai il Festival è stato così giovane, così felice di vivere per la gloria di un’arte che ama la giovinezza. Il XII Festival ha il grande onore di annunciarvi la rinascita del cinema francese”.  La leggenda di I 400 colpi è iniziata. La storia del quattordicenne Antoine Doinel, non amato dalla madre e dal patrigno e odiato in particolare da un professore, è il debutto folgorante nel lungometraggio di Truffaut. Il film, in buona parte autobiografico, è girato con uno stile documentaristico, che colpisce sia la critica che il pubblico aggiudicandosi a Cannes il Palmarès per la miglior regia. Inoltre la pellicola diventa il manifesto dei registi francesi della Nouvelle Vague. Il personaggio di Antoine Doinel, quasi alter ego di François Truffaut, sempre interpretato da Jean-Léaud, sarà al centro di altri suoi quattro film. Indimenticabile è l’ultima sequenza di Doinel che, approfittando di una partita di pallone, fugge dal Centro dove è rinchiuso e viene ripreso dalla cinepresa in una lunga corsa, prima nella campagna e poi sulla spiaggia di fronte al mare invernale e freddo. Infine, la conclusione con un fermo immagine del ragazzino sorpreso in un’espressione indefinita. Un momento di grande cinema che ancora oggi continua a emozionare lo spettatore.

 

Pierfranco Bianchetti
Pierfranco Bianchetti , giornalista pubblicista e socio del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani è laureato in Sociologia a Trento. Ex funzionario comunale, responsabile dell’Ufficio Cinema del Comune di Milano, ha diretto n l’attività del Cinema De Amicis fino alla chiusura nel 2001. Ha collaborato a Panoramica – I Film di Venezia a Milano, Locarno a Milano, Il Festival del Cinema Africano; Sguardi altrove; ha scritto sulle pagine lombarde de l’Unità e de Il Giorno, Spettacoli a Milano, Artecultura, Top Video; Film Tv; Diario e diversi altri periodici. Attualmente collabora a Diari di Cineclub, Grey Panthers, il Migliorista, Riquadro.com, pagina facebook Sncci Lombardia. Ha pubblicato nel 2021 per Aiep Editore “L’altra metà del pianeta cinema-100 donne sul grande schermo”, nel 2022 per Haze Auditorium Edizioni “Cinemiracolo a Milano. Cineclub, cinema d’essai e circoli del cinema dalla Liberazione a oggi” e nel 2026 per Algra Editore “Le grandi dinastie cinematografiche – Il cinema di padre in figlio”.

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