After Work

Un giorno non avremo più bisogno del lavoro?

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After Work
di Erik Gandini
con Noam Chomsky, Elon Musk, Armando Pizzoni, Elisabeth Anderson (II)

Il docu di Gandini (l’autore di Videocracy) viene lanciato in coda alle polemiche su quanti posti di lavoro eliminerà l’intelligenza artificiale. In realtà non risponde a questo quesito nei modi a cui siamo abituati. Perché prova a indovinare il futuro attraverso il presente. Quindi fa un documentario su qualcosa che non c’è usando quello che c’è. E lo insegna all’università delle arti di Stoccolma. After Work è il risultato del suo corso. Seguendo le tesi del sociologo svedese Ronald Paulsen, parte dall’ipotesi che un giorno il lavoro umano non servirà più. E vaga tra gli esempi attuali in maniera un po’ onirica. La Corea dove si lavora troppo e dove il governo per abbassare il tasso dei suicidi toglie la linea ai computer e manda a casa gli impiegati. Il Kuwait dove non c’è lavoro nel senso che  gli impiegati passano il tempo nei cubicoli a guardare film e leggere libri perché c’è il petrolio che dà uno stipendio a tutti, e i lavori li fanno i nuovi schiavi stranieri. Si passa poi a strani lavoratori o non lavoratori, un ricco che rifinisce filosofeggiando il suo giardino a forma di labirinto, un’ereditiera che stravaccata su un divano chilometrico spiega che non fa nulla e non si annoia mai, sposata a un marito che sostiene, sullo stesso divano, di vivere per il lavoro e disprezzare chi ha il reddito di cittadinanza, perché è disincentivante. Seguono interventi di Noam Chomski, Elon Musk, Varoufakis, Harari. Filosofe americane parlano di etica protestante e spirito del capitalismo mentre un analista Gallup spiega che solo il 15 per cento al mondo è emotivamente connesso al lavoro. Ma ha anche strane idee su leadership e moralità. L’unica intelligenza artificiale in azione è uno spazzino robot che separa le plastiche. E poi arrivano le statistiche. Molti possono vivere di rendita e molti non hanno la minima intenzione di lavorare. Mai. Il lavoro che manca a quelli che lo vorrebbero fare è il fantasma che si aggira per il documentario, che non dà risposte, solo un viaggio trasognato nel dubbio e nel futuro.

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