The Flash
di Andy Muschietti
con Ezra Miller, Sasha Calle, Michael Shannon (II), Ron Livingston, Maribel Verdú
“So che esiste il sesso, ma non l’ho mai sperimentato” è la battuta più bella del film. La storia: Barry Allen, che dopo un bagno di sostanze chimiche e un fulmine è diventato The Flash, il ragazzo più veloce di questo universo, ha il papà in carcere accusato d’aver ucciso la mamma. Allora Flash corre velocissimo in modo da attraversare il tempo e altera il passato per dimostrare l’innocenza di papà e salvare la mamma. Salta però in un altro universo: la mamma lì è viva, ma i Flash sono due, Batman non è Ben Affleck ma Michael Keaton, Superman non ce l’ha fatta ma c’è una supergirl. Come al solito – è la moda del multiverso- gli universi sono infiniti, ma qui sono come spaghetti cotti e serviti: in alcuni punti si incrociano, in altri corrono paralleli, il primo Flash deve insegnare tutto al secondo, il gioco di espandere gli universi e i personaggi permette la proliferazione dell’universo DC Comics: e quindi gran finale con vari Superman, un altro Batman e possibilità di incroci incalcolabili. Film frenetico con la consueta frenesia degli effetti speciali che -chissà perché -quando arriva al suo massimo sembra al rallentatore. Forse questo genere di film piace perché trasforma il multiverso in una gigantesca edicola con tutti i fumetti preferiti in contemporanea.






































