Houria La voce della libertà

Uno sguardo sulla condizione femminile in Algeria

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Houria – La voce della libertà
di Mounia Meddour Gens con Lyna Khoudri, Rachida Brakni, Nadia Kaci, Amira Hilda Douaouda, Salim Kissari

Siamo in Algeria. Houria fa danza classica, ma per sbarcare il lunario e comprare l’auto alla mamma va ai combattimenti clandestini di caproni, scommette e vince. Viene aggredita, caviglia rotta, operazione e via la voce per lo shock. L’aggressore è un ex terrorista perdonato e protetto dalla polizia. Niente da fare anche se insiste a minacciare e a delinquere. Houria per la riabilitazione conosce un microcosmo di donne che hanno attraversato vari traumi e alla fine trova un suo spazio coniugando danza e lingua dei sordomuti. Houria sembra la continuazione ideale di Non conoschi Papicha, stessa regista stessa attrice (Khoudri), stesso anelito di libertà, stessa Algeria in cui la modernizzazione è dolorosa e la vita delle donne peggio, ma in cui un uomo può essere ucciso se fa guidare un’auto a una donna. Curioso repertorio di canzoni italiane.

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