Alan Arkin, morto ieri all’età di 89 anni, era un attore che apparteneva alla tradizione comica ebraica-americana tipica degli anni ’70. Raggiunse il successo grazie a una serie di ruoli grotteschi e solo apparentemente da “sfigato”.
I SUOI FILM
Lo si ricorda, in primis, come protagonista di un grande classico del 1970, Comma 22. Tratto dal romanzo omonimo di Joseph Heller, il film è il tipico esempio di un cinema indirizzato verso un grande cambiamento, in cui gli antieroi diventano protagonisti di storie sicuramente divertenti, ma dagli importanti messaggi sociali.
È in corso ancora la guerra in Vietnam quando questo film antimilitarista diventa una “bandiera” per molti americani e dà il via alla carriera di Arkin, che nel film successivo, Piccoli omicidi (1971), diventa anche regista. Nel 1974 è invece protagonista di una commedia poliziesca ricca di comicità e azione insieme a un perfetto partner come James Caan. Una strana coppia di sbirri è un grande successo al botteghino, ricco di momenti politicamente scorretti e di grandi momenti action che all’epoca si erano visti solo nei classici polizieschi più “drammatici”. Stanley Kubrick lo definì il miglior film del 1974 e Quentin Tarantino un capolavoro.
L’OSCAR
Venne già candidato agli Oscar nel 1967 per Arrivano i russi e nel 1969 per il bellissimo dramma L’urlo del silenzio, ma solo nel 2007 vinse come miglior attore non protagonista in un ruolo a lui assolutamente congeniale e “maleducato” come quello del nonno tossico e fuori di testa in Little Miss Sunshine (2006).
Venne nuovamente candidato anche nel 2013 per il film di Ben Affleck Argo e, per tutti gli anni 2000, ha regalato agli spettatori una serie di piccoli ma indimenticabili personaggi, come il ladro di Insospettabili sospetti, in compagnia di Morgan Freeman e Michael Caine. Alan Arkin ci ha lasciato ieri nella sua casa a Carlsbad, in California.








































