Beth Hart, il racconto del live per il “Roma Summer Fest 2023”

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Beth HartRoma Summer Fest / Cavea Auditorium Parco della musica Ennio Morricone, Roma
30 giugno 2023
di Valdelice Silva

Sceglie un’entrata ad effetto, Beth Hart, per questa sua data unica italiana estiva (tornerà a Milano, ma solo il 18 novembre). Il pubblico accoglie con calore il suo trio e tiene d’occhio il palco attendendo il suo ingresso in scena, ma la sua voce arriva dal parterre: scalza, inguainata in una tutina che evidenzia un fisico asciutto, Beth somiglia a una tigre mentre indugia fra gli spettatori delle prime file e canta a cappella uno dei suoi show stopper, la cover di Something’s Gotta Hold On Me di Etta James.

Sono trascorsi appena pochi minuti ma l’entusiasmo è già alle stelle e la partita è già vinta. Dopo quell’inizio folgorante, i successivi due o tre brani scorrono via quasi anonimi. Si nota che la band (Jon Nichols alla chitarra, Tom Lilly al basso, Bill Ransom alla batteria) è bella tosta e che lei è di ottimo umore: sorridente, allegra, chiacchierona, spesso scherza con i suoi musicisti – gente con cui suona da oltre vent’anni, spiegherà.

I giri salgono con Jazzman e il gospel rock di Spirit Of God, ma sono le ballad il vero asso nella manica della Hart: è lì che la sua vocalità potente ed espressiva offre il meglio, in un continuo saliscendi di dinamiche che strappano applausi a scena aperta. Poi Beth si accomoda al piano e in solitudine spara una versione pazzesca di Love Is A Lie (fuori scaletta), poi attacca War In My Mind.

Un altro highlight è Woman Down, una di quelle canzoni che parlano di donne sofferenti che sono il suo pane. Fra i momenti da incorniciare, la parentesi country-blues, con Tom Lilly al contrabbasso, Jon Nichols e Beth alla chitarra acustica e un gigantesco Bill Ransom alle congas, letteralmente scatenato su Sugar Shack. Il tour de force finale è affidato a Broken & Ugly, a una sofferta Isolation e al mash up ledzeppeliniano No Quarter/Babe I’m Gonna Leave You.

Infine, la canzone che non può mai mancare: ancora dal repertorio di Etta James, ecco I’d Rather Be Blind e sono brividi veri. È finita ragazzi, bye bye. Il pubblico ovviamente non ci sta e Beth torna sul palco, stravolgendo nuovamente la set list improvvisando un sondaggio fra gli spettatori, che le chiedono il suo primo successo, LA Song. Come da copione, Beth si commuove e li accontenta. Grande show.

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