Red Hot Chili Peppers e Skunk Anansie agli I-Days di Milano: racconto e scaletta

0
Red Hot Chili Peppers e Skunk Anansie I-Days
Foto dalla pagina Facebook degli I-Days 2023

Mentre mi avvio verso l’Ippodromo Snai La Maura, seguendo docilmente l’immensa folla che si dirige nella direzione dell’ingresso a me dedicato, mi chiedo se ci sia stato un pensiero particolare dietro alla scelta, da parte degli organizzatori degli I-Days, di riunire nella stessa serata due band storiche come gli Skunk Anansie e i Red Hot Chili Peppers. Subito dopo, non posso fare a meno di pensare che l’anno in cui ho scoperto la musica di questi due gruppi, appena quindicenne, è lo stesso. Nel 1999, a meno di tre mesi l’uno dall’altro, uscivano infatti due album praticamente perfetti, due esempi di rock che, ne sono certa, non hanno avvicinato solo me alla band inglese capitanata da Skin, e a quella californiana che allora festeggiava il ritorno di John Frusciante alla chitarra. Quei due dischi erano Post Orgasmic Chill e Californication.

Skunk Anansie, energia pura e una scaletta atipica

Certo, suonare a un festival come gli I-Days, che ospita tre o quattro artisti/band ogni sera, non è mai semplice quando si tratta di decidere la scaletta da proporre. Gli Skunk Anansie riempiono il palco per un’ora, dalle 19.45 alle 20.45, e optano per una dozzina di brani che attinge democraticamente da tutta la loro discografia, partendo dal più datato Stoosh per arrivare ai lavori degli anni Dieci come Wonderlustre e Black Traffic. Ma l’impressione generale che se ne ricava è quella di un’unica, inarrestabile scarica di rock che agguanta lo spettatore dalla prima canzone, grazie alla voce da brividi e al carisma incontenibile di una donna in giubbotto di pelle nera di nome Skin, vera trascinatrice della serata.

La leader della band canta, suona la chitarra classica e quella elettrica, parla continuamente al pubblico tra una canzone e l’altra, salta su e giù dal palco (tanto da abbracciare con veemenza un cameraman durante un’esibizione!) e interagisce con una band in ottima forma e con la bravissima corista Erika Footman, tutt’altro che defilata rispetto al resto del gruppo. L’unico, piccolo rimpianto di questo live è la mancanza della ballad di Post Orgasmic Chill che amo di più, You’ll Follow Me Down, che però, effettivamente, avrebbe rappresentato uno stacco netto dal resto della setlist, improntata a sonorità più energiche.

Foto dalla pagina Facebook degli I-Days 2023

Red Hot Chili Peppers, il trionfo dello strumento sulla canzone

Alle 21.30, con il cielo di Milano ancora chiaro e illuminato da una luna grande come un balloon (come definita da Flea) il palco si accende e l’ingresso di Anthony Kiedis con la prima canzone (Around the World), è anticipato da una scatenata jam session in cui il bassista dei Red Hot Chili Peppers, in canotta e calzettoni viola, parte con un assolo a cui si aggiunge subito dopo la chitarra di John Frusciante e la batteria di Chad Smith. Questo momento puramente strumentale, in cui i tre membri del gruppo diventano una cosa sola (sia tra loro che con i propri strumenti) non rimane, però, un caso isolato: li replicheranno infatti successivamente, più volte, durante la prosecuzione dello show. Questa commistione, questa sinergia tra i musicisti della band (che sembrano quasi, a volte, mettere in ombra il frontman, comunque in discreta forma vocale) risulta essere l’aspetto che più viene fuori da questo live, per il resto abbastanza lineare e con arrangiamenti molto fedeli alle versioni studio.

Come gli Skunk Anansie, i Red Hot viaggiano per un’ora e mezza attraverso la loro produzione a tutto tondo, anche se il risalto maggiore viene dato a quel Californication che, nel 1999, entrava nelle orecchie e nel cuore di tanti giovani (e meno giovani) che magari sono proprio tra i 65mila appassionati che affollano l’Ippodromo Snai La Maura. Mancano alcune hit (Under the Bridge su tutte) e forse, soprattutto, manca un po’ di interazione con il pubblico, che invece è stato il punto forte dell’esibizione degli Skunk. Tuttavia, la band di Los Angeles si dimostra affiatata e piena di energia, e porta a casa un live che lascia sicuramente soddisfatti i fan.

La scaletta degli Skunk Anansie agli I-Days 2023
  1. This Means War
  2. Because Of You
  3. I Believed In You
  4. Twisted (Everyday Hurts)
  5. Weak
  6. My Ugly Boy
  7. God Loves Only You
  8. Hedonism (Just Because You Feel Good)
  9. Secretly
  10. Piggy
  11. Tear The Place Up
  12. Charlie Big Potato
 La scaletta dei Red Hot Chili Peppers agli I-Days 2023
  1. Intro Jam
  2. Around the World
  3. Scar Tissue
  4. Snow ((Hey Oh))
  5. Eddie
  6. I Like Dirt
  7. Otherside
  8. Me & My Friends
  9. Wet Sand
  10. Whatchu Thinkin’
  11. Carry Me Home
  12. Californication
  13. Black Summer
  14. By the Way

Encore:

  1. I Could Have Lied
  2. Give It Away

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci qui il tuo nome