Mission: Impossible – Dead Reckoning – Parte uno
di Christopher McQuarrie
con Tom Cruise, Hayley Atwell, Ving Rhames, Simon Pegg, Rebecca Ferguson
Il settimo capitolo delle avventure di Ethan Hunt della Mission Impossible Force si è preso il nuovo morbo hollywoodiano del gigantismo: è doppio e questa prima parte dura tre ore. In apertura un supersommergibile russo che usa un’intelligenza artificiale per rendersi invisibile viene affondato dalla sua stessa intelligenza. Perché? Perché l’intelligenza, che si fa chiamare Entità, è fuggita e vuole la distruzione del mondo. Ma se Ethan Hunt ritrova le due parti di una chiave… Per stare a traino della moda e della cronaca, è come se ChatGPT affondasse il film, perché ogni tanto devono fermarsi a dare spiegazioni contorte su cos’è l’Intelligenza Artificiale e perché sta usando un cattivo malefico e vestito di bianco che spunterebbe dalle puntate precedenti (ma non è vero): Tom Cruise nel deserto fa cose alla John Wick, poi per tutto il film corre per salvare l’amica di una puntata precedente, per lavorare in parallelo a una ladra ingaggiata, per combattere la Vedova Bianca e per emulare FastX corre in macchina a Roma (in questi film ormai è un’oasi senza traffico). Questa è la prima parte turistica grottesca, la seconda è a Venezia e nel gran finale Cruise salta in moto da una montagna austriaca con il paracadute nello zaino per planare su un treno a vapore che cadrà da un ponte (e lì, si emula la scena di un Jurassic Park). Nel frattempo l’attenzione è stata messa a dura prova dalle spiegazioni, dalle corse, dalle spiegazioni, dai corpo a corpo, dalle spiegazioni, dai soliti Rhames e Pegg che tracciano Hunt in qualsiasi parte del mondo, dalle spiegazioni, dai salti e dal fatto che ci sono altre tre ore, forse, per chiudere, prossimamente, con le spiegazioni. Non è più un film d’azione, ma di spieg/azione







































