Wham! – Il documentario sulla loro storia sbarca su Netflix

0
Wham!

Dal 5 luglio è disponibile su Netflix  “Wham!”, il documentario firmato da Chris Smith che racconta la breve e folgorante storia del celebre duo formato da George Michael e Andrew Ridgeley.

Chi negli anni Ottanta c’era non rimarrà deluso: il tasso nostalgico di questo film è davvero impressionante, tra immagini di repertorio ed una ricca selezione di contenuti ad oggi ancora inediti. Chi invece non c’era, avrà l’occasione di ripercorrere la storia musicale di questa coppia di amici d’infanzia, passati dall’anonimato allo stardom nell’arco di due anni, il cui songwriting di qualità è stato spesso sottovalutato e con troppa facilità buttato nel calderone della plasticosa musica usa-e-getta di quell’epoca (dura la vita di chi voleva fare del pop nell’era delle chitarre elettriche!).

Alcuni contenuti o funzionalità non sono disponibili senza il tuo consenso all’utilizzo dei cookie!

 

Per poter visualizzare questo contenuto fornito da Google Youtube abilita i cookie: Clicca qui per aprire le tue preferenze sui cookie.

Forse, chi come me è musicista, o comunque è appassionato di musica, avrebbe voluto un maggior approfondimento proprio su questo aspetto: infatti non una parola sulle influenze musicali del duo, sui dischi che magari ascoltavano insieme in cameretta da adolescenti, mai viene citata la Motown (che invece è stata grande fonte di ispirazione per loro prima e per la carriera solista di George Michael poi), il soul o l’R&B, al punto che non è chiarissimo perchè ad un certo punto Michael voglia andare a registrare il loro brano più celebre in Alabama nello studio di Jerry Wexler, famoso per aver lavorato su canzoni leggendarie di Ray Charles o Aretha Franklin.

Pazienza.

Wham!

Il taglio del documentario, invece, verte maggiormente sul rapporto tra Andrew e George e sul diverso significato che i due davano a questo progetto. Il primo, che era inizialmente quello piu’ “cool” e costantemente al centro dell’attenzione, voleva semplicemente fare musica con il suo migliore amico ed eventualmente godersi il successo che sarebbe potuto arrivare. Zero pianificazione. Il secondo, invece, nel pieno dei tumulti legati alla ricerca della sua identità sessuale, vedeva negli Wham! la possibilità di affermarsi come persona più che come artista. Il lavoro spasmodico per ottenere successo e legittimazione della sua arte erano subordinati al desiderio di non dover rendere conto a nessuno del suo essere gay. 

Affascinante la scelta di raccontare tutto (gli esordi underground, le prime pubblicazioni ignorate da tutti, la botta di culo di essere chiamati a Top of the Pops come tappabuchi last-minute, la Wham! Mania, l’edonismo reaganiano,  il Live Aid, i concerti in Cina e la conquista dell’America, fino all’atto conclusivo, quel concerto d’addio a Wembley il 28 giugno 1986 davanti a 72000 persone), attraverso lo sfogliare virtuale di decine di album in cui la madre di Ridgeley ha raccolto, nel corso degli anni, centinaia di ritagli di giornale riguardanti i due. Potente poi l’idea della narrazione affidata alle sole voci dei due artisti (ascoltare George Michael ora è davvero emozionante).

Alcuni contenuti o funzionalità non sono disponibili senza il tuo consenso all’utilizzo dei cookie!

 

Per poter visualizzare questo contenuto fornito da Google Youtube abilita i cookie: Clicca qui per aprire le tue preferenze sui cookie.

Commovente, davvero, l’umiltà con cui Andrew ricorda di essersi presto reso conto di non essere la stella del gruppo e di essere affiancato da un grandissimo songwriter, nonché da una delle voci più belle del XXmo secolo. C’è un non so che di serafico nel suo vestire senza polemiche il ruolo da “Mauro Repetto”, da comprimario, e un atteggiamento quasi francescano nel suo accettare la fine del duo dopo soli quattro anni di carriera (e proprio quando si trovavano al top del top) per lasciare George Michael libero di imbarcarsi nella sua gloriosa carriera solista.

Alcuni contenuti o funzionalità non sono disponibili senza il tuo consenso all’utilizzo dei cookie!

 

Per poter visualizzare questo contenuto fornito da Google Youtube abilita i cookie: Clicca qui per aprire le tue preferenze sui cookie.

E poi la musica. Da Club Tropicana a Everything She Wants, passando per Young Guns a The Edge of Heaven, il documentario si sofferma di più, ovviamente, sulla genesi dei loro tre capolavori lasciati ai posteri, ovvero l’irresistibile Wake Me Up Before You Go-Go, l’instant-classic Last Christmas, che dal 1984 è nelle playlist natalizie di tutto il globo, fino a Careless Whisper, la vera perla intramontabile del catalogo Wham!

E un po’ come in Purple Rain di Prince, in cui la title track è una sorta di filo conduttore della narrazione, inizio ed epilogo della storia, anche qui Careless Whisper è la quadratura del cerchio. Composta su un giro d’accordi di Ridgeley nel giorno del suo diciottesimo compleanno e poi sviluppata negli anni da Michael, è l’inizio della loro avventura, ma, di fatto, anche la fine (ricordiamo infatti che la sua pubblicazione avvenne a nome “George Michael”, sancendo così l’inizio ufficiale della sua carriera solista).

Ecco perché, forse, ora suona così malinconica.

Alcuni contenuti o funzionalità non sono disponibili senza il tuo consenso all’utilizzo dei cookie!

 

Per poter visualizzare questo contenuto fornito da Google Youtube abilita i cookie: Clicca qui per aprire le tue preferenze sui cookie.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci qui il tuo nome