Se trascorrete le vacanze in una località dove la vita prima e subito after dawn è frenetica e propositiva oppure in unʼaltra dove è relaxing e distensiva, se preferite le luminarie frenetiche della notte oppure la soffusa luce a cavallo dell’alba, se siete (o immaginate di essere) su una spiaggia isolata dell’Algarve oppure nelle brilluccicanti viuzze di Pärnu, la capitale estiva dellʼEstonia, o ancora nel rutilante “carnevale” notturno delle rambla baleariche, le vostre orecchie saranno prima o poi colpite da uno dei brani di questi cd. Che non le lasceranno più.

Oliver Belz

Bahama Soul Club
Sundub Society (Buyú)
Voto: 8/9

Come dice il tedesco Oliver Belz, deus ex machina del progetto Bahama Soul Club, giunto al sesto cd (esclusi quelli di remix): «Sono fortunato per essere cresciuto con la forma dʼarte dellʼalbum, che purtroppo sta scomparendo in tempi di Spotify. Ma per me un nuovo album è la documentazione di un artista in un certo periodo, e ogni canzone è importante! A volte mi ci sono voluti mesi per essere soddisfatto di un singolo brano, ma sapevo che il giorno speciale sarebbe arrivato, quando lo ascolti e ti viene la pelle dʼoca e non cʼè nulla da cambiare: questa è la vera felicità.»
Ed è quello che si capisce fin dal primo ascolto di Sundub Society, dallo scorrere intrigante tra bossa e nu jazz di Surfing Zavial (la spiaggia di Zavial è un piccolo paradiso nellʼAlgarve, dove vive Belz) e dal reggae old style di HangOut (dedicato a un bar di surfisti), è il lavoro di cesello, di cura raffinata e di attenzione ai dettagli che il Nostro – che ha iniziato anche lʼattività di mastro birraio – mette in ogni brano e anche nella scelta oculata della scaletta. Lʼalbum scivola via con una scioltezza quasi funambolica, in generale più vicino a sonorità black rispetto ai precedenti (dallʼerrebì The Rooster Calls, con i fiati degli YORK e la chitarra pungente di Ralph König alias Ralli King, al soul lirico, con punte vicine al fado Porto De Abrigo alla quasi hip hop Land Of The Healers And Dealers), mantenendo la tipica non chalance da relax senza se e senza ma del BSC e il solito intreccio di suoni robusto come una trama di macramè. I cantanti Josephine Nightingale (con un cognome che significa “usignolo”), Tiago Saga (suadente nel mescolare portoghese e inglese nella confluenza di influenze caraibiche, hawaiane e lounge di ʼTill I Landed), Naomi Falcon del Raposeira Dub Collective (nel reggae-dub Ganja Day), la deliziosamente subdola Ally Garrido (forgiatasi in una cover band di Amy Winehouse), la svedese Hedvig Larsson (di professione fotografa), Cutty Wren e la deliziosa Maisha (corista di gran classe), riempiono le dieci canzoni attualissime e vibranti, cui si sommano come bonus track la versione radio di HangOut e quella strumentale, delicatamente bluesy di Porto De Abrigo. Tra i contributi strumentali da segnalare quello del fisarmonicista lusitano Rui Correia, cui è dedicata la appena funkeggiante Ruiʼs Garage, che lo vede impegnato alla cana rachada, uno strumento a percussione di origine popolare assimilabile alle nacchere.

Silky Steps

Silky Steps
Universal Language (Funk Embassy)
Voto: 8

Cinque studenti del ginnasio di Pärnu, la più bella località di villeggiatura estiva dellʼEstonia, vincono il contest 2015 tra le band giovanili locali e decidono definitivamente di spendere il loro futuro nella musica. Si fanno chiamare Steps to Synapse e a poco a poco evolvono il loro indie-rock (di cui è ancora intriso il cd di debutto The One del 2017) verso le sonorità pop-funk e nu disco. Quando la metamorfosi sonora è completata, con lʼaggiunta di spruzzate neo soul, hip-hop, modern dance, french house, nellʼottobre dello scorso anno, decidono di cambiare nome e rendere più “setosi” i loro passi.
La cantante Lisann Aljaste e i chitarristi Ivo Leesar, allʼacustica e alla seconda voce, e Siim Siimer allʼelettrica, che sono i compositori della band, e i due ritmi, il bassista Karl Birnbaum e il batterista Mattis Kirsipuu (sostituto di Johannes Eriste), propongono un raffinato mix di tendenze, di idee, di confronti, attualissimo e capace di mettere nellʼumore giusto sia passeggiando al tramonto sia in discoteca. Il tutto è sorretto da melodie vellutate e ritmi volubili, da bassi fluidi e archi sintetizzati brillanti tastiere e chitarre sinuose, mentre i testi parlano delle difficoltà e delle problematiche del diventare adulti nella società contemporanea.
Lʼapertura Music è un brano disco downtempo, che ricorda un poʼ i Daft Punk, un poʼ lʼHerbie Hancock post fusion, un poʼ il pop vocale. Il primo singolo Treasure e Haven, carica di archi, di effetti e di voci, sono deliziosi disco-pop. Falling For You, con Marten Kuningas aka MC Roki, aggiorna le formule hip-hop vecchia scuola, seguito da un Interlude neoclassico, con il sinth che disegna archi nervosi. Alone Together è puro pop modernissimo, Boytoy flirta con il glam rock e con Prince, I Like It, I Love It è un funky soffocato dai sintetizzatori con un parte del testo in francese, la title track è il momento top dellʼalbo, quasi un inno trainante e cesellato. Chiude Fly, Goodbye, il secondo singolo, un disco soul anni 80, rivisitato con lʼaiuto del cantante dei Lexsoul Dancemachine Robert Linna (anche co-autore) e di Carl Stefan Tuulik al sassofono. Da segnalare al piano negli ultimi due brani Rahel, figlia del grande chitarrista jazz Marek Talts.

Erobique

Erobique
No. 2 (A-sexy)
Voto: 8

Carsten Meyer alias Erobique spadella – sì, proprio come un grande chef – il suo album No. 2 a un quarto di secolo di distanza dal primo Erosound! Però bisogna dire che, oltre alla sintesi del primo ristampata nel 2001 come Discodebut, nel frattempo ha seguito i cantautori dilettanti del talent teatrale Songs For Joy in coppia con Jacques Palminger, ovvero Heinrich Ebber, usato lo pseudonimo Babyman per due cd, inciso tre lavori come membro degli International Pony (con Stefan “DJ Koze” Kozalla e Daniel “Cosmic DJ” Sommer), due con lʼottimo quartetto acid jazz degli Hamburg Spinners e svolto unʼintensa attività sia in studio (con singoli pop di successo come Easy Mobeasy, Wann Strahlst Du? e Urlaub In Italien) che dal vivo, e soprattutto si è dedicato a comporre colonne sonore per film (una dozzina da Ensemble del 2010 a Buba e Die Goldenen Jahre del 2022) e serie tv (in particolare Der Tatortreiniger in onda dal 2011 al 2018), cui non di rado ha partecipato come attore. Senza dire che aveva iniziato a lavorare in veste di illustratore di libri scolastici, tanto che le copertine di tutti i cd della sua etichetta A-sexy sono disegnate da lui, questa compresa.
Lʼalbum propone 13 brani perfetti per un tramonto sulla spiaggia, con le mani occupate e le orecchie ben aperte, morbidi e minimali oppure brillanti come i riflessi sul mare oppure caldi come il sole del mattino. Molto diversi fra loro, con il contributo di numerosi amici – vocalist quali Carmen Scholle, Sophia Kennedy, Luis Balte e Nicola Rost, il batterista Lucas Kochbeck della Bacao Rhythm & Steel Band e il bassista Christoph M. Kaiser, il fiatista Lieven Brunckhorst, lʼarpista Milena Hoge, il tastierista Siriusmo, la violinista Ruth May e via dicendo – e una produzione sonora calda e pastosa. Le track vanno dallʼintro swing prog Springinsfeld alla sintetica e vocale Arpeggiator, dalla suadente e sexy Acquamarina alla minimale Ahoj!, dalla psichedelica Synaesthesie allʼintermezzo disco Italotape, dalla cabarettistica Ravedave al perfetto pezzo dance Mantas, dalla disco-boogie Salut Les Copines! allʼinno Verkackt con la voce di Erobique, dallʼaltro interludio da soundtrack Zukunftsmusik alla house Riding Low. Fino agli oltre sette minuti live di Hitsong Von Uns Beiden, dove brilla tutta la follia hi-nrg del mago amburghese delle tastiere.

Raffaello Carabini
Che dire? Basta citare la cura di oltre 250 cd compilation di new age, jazz, world e quant’altro? Bastano una ventina d’anni di direzione artistica dell’Etnofestival di San Marino? Bastano i dieci come direttore responsabile di Jazz Magazine, Acid Jazz, New Age Music & New Sounds, Etnica & World Music? Oppure, e magari meglio, è sufficiente informare che sono simpatico, tollerante, intelligente... Con quella punta di modestia, che non guasta mai.

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