Martha Wainwright all’Estate al Castello di Milano

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Martha Wainwright

Toh… serata fresca al Castello Sforzesco di Milano, in pochi a vedere un gran concerto.

Sorella di Rufus, figlia di Loudon Wainwright III e di Kate McGarrigle che con la sorella Anna costituiva un duo canadese notevole: una famiglia di musicisti. Martha Wainwright è una Signora di mezza età, in piena tradizione singer-songwriter americana. Fisicamente, oltre a somigliare a padre e madre, a suo fratello, oggi ha un viso da Roger Waters donna! Esordisce da sola, voce e chitarra, con “I Am A Diamond”, di sua madre: una canzone difficilissima da cantare, per come si sviluppano melodia ed armonia.

Poi “Love Will Be Reborn”, dal suo ultimo album. La voce è un po’ troppo bagnata dal riverbero, ma in ogni caso per l’abilità nell’usare lo strumento voce, in alto e in basso, superintonata, la paragonerei solo a Kate Bush. Anche Martha sfoggia una voce bambina, a tratti. Non c’entra con lo stile di Bush, ma con l’uso dello strumento c’entra, eccome! Fra i brani, racconta di sé, della sua famiglia, dei suoi figli, accenna qualche parola in italiano. Attacca “Dinner At Eight”, composta da Rufus e dedicata a suo padre, in cerca d’amore. Poi un’altra canzone della madre, sul bimbo che morì, prematuro “Tell My Sister”. Se ci fossero dubbi sul suo modo di essere, ecco il brano che diede il titolo, geniale, ad un suo album, che fa capire in pieno l’ironia con cui si esprime: “I Know You Are Married But I’ve Got Feelings Too”. L’accompagna un trio di ottimi musicisti, piano, basso, batteria. “Report Card”: inizio fulminante, andatela ad ascoltare su YouTube, pazzesca. Chiacchiera, racconta del periodo triste che ha attraversato per il suo divorzio – fucking shit! – Non vuole colpire i suoi figli, di 13 e 9 anni, con quello che dice nelle canzoni, abituata com’è a parlare chiaro, a dire tutto, a non tacere. Usa una sola chitarra e per “Year Of The Dragon” (di Kate & Anna McGarrigle) cambia accordatura, un brano sospeso.

Come sta sul palco, come si muove, come affascina e accarezza il microfono Martha Wainwright! È una bella lezione per chi al giorno d’oggi crede che per stare sul palco sia sufficiente andare avanti e indietro, girare su se stessi e basta, ballicchiare, con o senza uno strumento in mano. Verso la fine del set omaggia Tom Waits: “Take It With Me”, presentata come una delle più belle canzoni mai scritte. Esce, rientra per un bis, “Dis, quand reviendras-tu?”, un brano del 1962 di Barbara. Grandioso. Bel concerto, ma c’era poco pubblico: peccato. Non sapete cosa vi siete persi! In apertura, Roberta Di Lorenzo ha presentato alcuni brani del suo nuovo album, “Nomade”: anche lei merita di più.

Stefano Bonagura
Da piccolissimo, quattro ascolti fondamentali: “Tutti Frutti” (versione Elvis Presley, 45 giri del 1956), “Magic Moments” (Perry Como, 45 giri del 1957), “Torero” (Renato Carosone, 45 giri del 1957), “Wachet Auf, Ruft Uns Die Stimme” (corale bachiano, BWV 645). Sono le basi della passione e della curiosità musicale cresciuta in seguito. Questa passione, unita alla curiosità, è diventata nel tempo programmi radio & tv, giornalismo e critica musicale per testate specializzate, prodotti per la discografia, editoria, produzione artistica e organizzazione per Musicultura a Macerata, formazione professionale per il CPM di Milano.

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