Rheingold

Vita di ragazzaccio kurdo geniale tra Wagner, crimine e rap

0

Rheingold
di Fatih Akin
con Emilio Sakraya, Hüsein Top, Ivar Wafaei, Jennifer Woß, Denis ‘Marshall’ Ölmez

È una storia vera. Viene dalla biografia Tutto o niente del rapper Giwar Hajabi. Che è: figlio di profughi kurdi torturati (padre direttore d’orchestra, madre militante), portato per la musica, incazzato per l’abbandono dopo la separazione dei genitori, spacciatore, picchiato, picchiatore, rapper, carcerato, liberato, buttafuori da discoteca estremo. Un ragazzo di talento: con il nome di Xatar (il pericoloso) porta oltre il limite ogni insegnamento fino a concepire un gigantesco furto d’oro che, passando per la casa del boss dove tutti si alzano in piedi quando si sposta dal tavolo (un mafioso che controlla il papavero afghano e spaccia cocaina liquida) finisce là dove l’abbiamo incontrato all’inizio della storia: disperso in una galera siriana. Ma farà musica, organizzando le risorse dentro e fuori le carceri della sua vita. Perché è destino, non c’è niente da fare, le nostre vite sono scritte prima che l’inchiostro asciughi. Davvero? Rheingold è l’oro del Reno wagneriano. La prima volta Giwar lo sente grazie al papà che lo porta alle prove. Dopo si chiede dove sia il tesoro che ti fa immortale e una volta che l’hai trovato non lo lasci più. Solo tre sirene del Reno lo sanno. E con quell’oro si fa un anello… Il turco tedesco Fatih Akin riesce nel difficile compito di unire la musica wagneriana e il rap kurdo in una sintesi del pesante e del leggero che spesso è ironica. È l’autore di La sposa turca, Soul Kitchen e Il mostro di St Pauli

Alcuni contenuti o funzionalità non sono disponibili senza il tuo consenso all’utilizzo dei cookie!

 

Per poter visualizzare questo contenuto fornito da Google Youtube abilita i cookie: Clicca qui per aprire le tue preferenze sui cookie.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci qui il tuo nome