Dal 20 al 26 novembre 2023 torna Milano Music Week, la settimana della musica promossa dal Comune di Milano, che ogni anno accoglie concerti, dj set, interviste con gli artisti, panel, workshop, incontri e appuntamenti speciali.
Abbiamo intervistato Nur Al Habash, direttrice della Fondazione Italia Music Lab (fondazione creata da Siae nel periodo post-Covid per aiutare gli artisti più giovani non solo a superare il periodo legato alla pandemia ma anche a sviluppare la loro carriera, specialmente all’estero) e direttrice artistica della Milano Music Week, per farci raccontare le novità che ci aspettano per l’edizione 2023.
Vorrei partire proprio da te. Donna e giovane, a 37 anni sei alla guida dell’evento più importante in Italia riguardante il mondo della musica. Purtroppo sei quasi un’anomalia in questo paese “diretto” da vecchi e per lo più da uomini.
Da un certo punto di vista sì, dall’altro non sono nemmeno così piccola. Sarebbe un’anomalia ci fosse una persona di 23 anni.
Nel 2021 ho ricevuto questo incarico dal Comune di Milano e dai promotori della Milano Music Week, che sono SIAE, Nuovo Imaie, Assomusica e Fimi. Con la mia nomina hanno deciso di cambiare gestione della Music Week per un ripensamento e un rilancio del formato e della formula.
Quindi hanno affidato a me la direzione artistica e alla Fondazione Italia Music Lab l’organizzazione.
Nel 2021 c’è stato un passaggio di consegne tra Luca De Gennaro, storico giornalista e dj, che ha fatto un lavoro egregio negli anni precedenti, e me. C’è stata quindi una co-presenza e ho avuto modo di vedere da dietro le quinte quale era la natura di questo evento. L’anno scorso è stata effettivamente la prima edizione a mia guida.
E com’è andata questa prima volta?
È andata veramente molto bene. La manifestazione aveva già di suo tantissimi punti di forza, che noi abbiamo cercato di potenziare ancora di più. Inoltre abbiamo cercato di aumentare l’offerta sia per gli addetti ai lavori, che nella Music Week trovano un appuntamento unico durante l’anno, sia per i fan, che in quell’occasione hanno l’opportunità di entrare in contatto con i propri artisti preferiti in delle modalità totalmente uniche e inedite.
Quello che noi facciamo, infatti, è organizzare incontri con gli artisti dove non si parla semplicemente dell’ultimo album che hanno pubblicato. O meglio, ne parlano, ma cercando di trovare dei punti di vista più originali. Quindi si parla di impegno politico come di sesso, di arte come di fotografia e viaggi.
Tutti questi punti di vista diversi ci aiutano ad esplorare degli angoli del discorso musicale che di solito non vengono considerati.
È un tipo di incontro molto importante, perchè si crea tra fan e artista una connessione che non esiste in nessun altro evento in Italia. Non esiste nemmeno sui social né da nessun’altra parte, e l’opportunità di farlo dal vivo è sicuramente un altro punto forte.
Quello che ho notato è che in questi ultimi anni tanti artisti programmano l’uscita dell’album a ridosso o durante la Music Week proprio per arrofittare dell’evento e quindi promuovere il disco “approfittando” di questa vetrina unica e diversa dal solito firmacopie.
È diventato un appuntamento di primaria importanza, perchè in quella settimana tutti i fari del mondo musicale sono puntati lì.
Mi piace dire che noi siamo l’appuntamento principale del “dietro le quinte”, se vogliamo. Sia per chi dietro le quinte ci lavora solitamente, come gli addetti ai lavori, sia per i fan che possono appunto “sbirciare” dietro le quinte e avere l’opportunità di capire cosa c’è dietro il loro artista preferito, che interessi ha oltre alla musica, e come funziona tutta la macchina.
Oltre a questo poi ovviamente ci sono tanti concerti, tante presentazioni, tante proiezioni di film e documentari che hanno a che fare con la musica, quindi l’offerta è davvero ampia.
È una settimana dedicata a 360° alla musica, la sua unicità è in questo.
Quest’anno, per l’edizione 2023, ci saranno alcune novità, come l’introduzione di Casa Milano Music Week e l’accentramento di molte attività nel quartiere Tortona, che diventerà una sorta di “Music District”.
La Music Week continuerà ad essere una manifestazione diffusa in tutta la città, quindi la formula non cambia e ci saranno eventi in tutti i vari quartieri di Milano. Abbiamo però scelto di avere un quartier generale, Torneria Tortona, uno spazio bello e molto grande con tante sale diverse che ci ospiterà quest’anno.
L’idea è quella di creare, appunto, una sorta di “music district”, in modo da concentrare in quel quartiere alcuni degli eventi più in evidenza della manifestazione. In questo modo chi è interessato all’offerta della Music Week trova tutto comodamente nello stesso quartiere e riesce a partecipare a più eventi che si trovano ad una distanza raggiungibile a piedi, senza dover per forza scegliere tra uno che si tiene in un quartiere e uno che si tiene in un altro.
La ricchezza della Music Week rimane quindi intatta, perchè ci saranno tantissimi eventi in tutti i quartieri di Milano, ma ci sarà un upgrade per il quartiere Tortona, che da quest’anno diventa il quartiere della musica.
Ci puoi già anticipare qualcosa su chi ci sarà oppure è ancora tutto in divenire?
Ho visto che sul sito della Milano Music Week si possono presentare delle proposte per degli eventi.
Lo scorso giugno abbiamo lanciato sul sito il modulo per proporre eventi. Possono essere concerti, oppure presentazioni di dischi, mostre, workshop, panel. Insomma, qualsiasi cosa abbia a che fare con la musica.
Quest’anno stiamo lavorando ad un programma ancora più arricchito rispetto agli anni passati. Il nostro motto, infatti, è “ancora più musica”.
Avremo una programmazione che di giorno vedrà impegnati gli esperti del settore e i protagonisti della musica dal punto di vista del business, con una serie di incontri che saranno pensati su tre livelli differenti.
C’è un livello di entrata per chi è curioso di sapere come funziona il mondo della musica e magari pensa di lavorarci, per chi sta facendo tirocinio, sta studiando, o per i professionisti junior.
Ci sarà poi un livello intermedio più trasversale, in cui si parlerà di temi molto d’attualità legati a musica, l’industria e tecnologia. Temi che potenzialmente interessano tutti, sia gli addetti ai lavori che i curiosi.
Infine ci sarà uno zoccolo duro di contenuti più approfonditi e specializzati su alcuni argomenti di music business riservati agli addetti ai lavori.
Tutto questo si svolgerà nel Music District di Tortona.
Dall’ora dell’aperitivo in poi ci saranno gli incontri con gli artisti sia in Torneria Tortona che in altre location d’eccezione in giro per la città come teatri, palazzi, musei. Come vedi, stiamo lavorando per portare gli artisti in posti un po’ insoliti. Infine ci saranno feste, dj set, concerti, showcase.
Al momento non posso anticipare nessuno dei nomi, però stiamo lavorando per avere un’offerta per tutti i gusti.
Per un fan sicuramente è bello e interessante scoprire un lato diverso e conoscere meglio il proprio artista preferito, ma in cosa fa la differenza la Milano Music Week per gli addetti ai lavori?
La differenza sta proprio nel fatto che si crea un momento di conoscenza e scambio che non è possibile avere nel resto dell’anno.
Gli addetti ai lavori di solito si incontrano ai concerti: luoghi bellissimi, ma di certo non adatti per fare discorsi approfonditi. Ci si incontra, ci si saluta, si scambiano le classiche chiacchiere di rito in leggerezza. E a volte non è facile fare nemmeno quello, visti i volumi che arrivano dal palco.
La Music Week invece serve proprio per far sì che gli operatori, anche quelli che lavorano in aziende molto diverse e in diversi settori, abbiano l’opportunità di incontrarsi, fare networking e discutere del futuro della musica, in Italia come all’estero.
Un’ultima cosa che posso dirti è che quest’anno, tra le novità che abbiamo in mente, c’è quella di creare, alla fine della manifestazione, una sorta di bignami in pdf con tutte le opinioni e le idee più innovative e interessanti che sono uscite durante la settimana di incontri. Stiamo pensando ad un documento molto agile, che si legge in velocità, ma che sia una fotografia precisa di quello che si è detto.
Il nostro obiettivo è che questo diventi una specie di annuario della musica italiana.
Siccome la Milano Music Week si svolge a novembre, vogliamo che rappresenti un sunto di quello che è stato l’anno che sta per finire, con delle analisi e delle panoramiche generali, ma anche con delle previsioni per l’anno a venire.
In questa maniera possiamo avere una fotografia dell’anno che sta terminando e una previsione di quello che sarà, da confrontare poi all’edizione successiva del Festival.







































