Quando penso alle canzoni degli 883 e cerco un termine per definirle, l’aggettivo più sensato a cui riesca a pensare è “epocali”.
Sì perché esistono tanti modi per categorizzare le canzoni: belle e brutte, commoventi e cariche, lente o rock (come diceva Adriano Celentano), quelle di successo e quelle finite nel dimenticatoio. Ecco, poi ci sono quelle “epocali”. Sono quelle che sanno interpretare meglio di altre il sentimento di un periodo storico e che diventano parte di noi, ci accompagnano nel corso della vita, travalicando il tempo e lo spazio. Che invece di raccontare storie di altri, raccontano la nostra.
È da questa idea che sembra partire Siamo Qui Noi, il libro di Giovanni Di Raimo uscito per Arcana Edizioni alcuni mesi fa.

Il volume infatti non è una tradizionale celebrazione della storia degli 883 nel trentennale dell’uscita del loro primo disco (quell’ Hanno Ucciso L’Uomo Ragno che nel 1992 ha proiettato i due amici Max Pezzali e Mauro Repetto nella stratosfera della musica pop italiana), quanto piuttosto la testimonianza di come le canzoni degli 883 ci appartengano.
L’autore, partendo da 30 brani che vanno da Non me la menare a Come deve andare, passando per Come Mai e Nessun rimpianto, si addentra in quella memoria condivisa fatta di amici, di bar, di sale giochi, delle “compagnie”, degli amori idealizzati, degli “sfigati”, delle brutte persone di cui il repertorio degli 883 è un’enciclopedia accurata e per certi versi infallibile. Cronache di una provincia come luogo fisico, ma anche “luogo dell’anima”, di chi (come me, per esempio) si è sempre sentito “decentrato”; a vivere una vita costantemente a due chilometri da dove la vita vera succede sul serio.
Di Raimo mette in chiaro da subito le regole del gioco: le sue non sono analisi musicologiche, né tantomeno sociologiche. Le canzoni degli 883 per lui sono uno spunto per raccontare aneddoti, storie personali, riflessioni. Ed è così che si dipana quel parallelismo di cui parlavo all’inizio: le storie cantate da Max e ballate da Mauro, nei loro aspetti grotteschi, goliardici, romantici e talvolta drammatici sono proprio le nostre. Noi siamo loro e loro sono noi.
Al di là dei contenuti personali, l’autore arricchisce la narrazione con citazioni e rimandi alla cultura pop distanti apparentemente anni luce dall’universo “883”: da Springsteen a Game of Thrones (“Lord Friendzone”), dai Guns ‘n Roses a Lady Diana e Dodi Al-Fayed , da Rocky Balboa agli AC/DC e Miley Cyrus. E per corroborare l’idea che qui si sta parlando una lingua comune, di storie che abbiamo vissuto più o meno tutti, Di Raimo non sembra scrivere, quanto piu’ parlare al lettore, chiamandolo in causa, anticipando i suoi pensieri e talvolta chiedendo al lettore aiuto e consiglio.
Ed ecco allora che alla fine della lettura, la spinta ad andare a rispolverare gli album del Max Pezzali aka 883 (quindi dal già citato Hanno Ucciso l’Uomo Ragno fino a Uno in +, album che nel 2001 sancisce la fine della sigla storica) è pressoché inevitabile. E al di là delle mega-hit, ci si trova a riscoprire brani “minori” il cui significato è però molto più profondo di quello che pensavamo 25 anni fa: vedi per esempio Cumuli e Weekend da Nord Sud Ovest Est (quest’ultima definita “un capolavoro” da Di Raimo: lascio a voi la scoperta del perché).
Siamo qui noi mi ha personalmente spinto a riascoltare dopo parecchio tempo Con un deca, ancora oggi forse il mio brano preferito di Max Pezzali, la cui forza evocativa resiste ancora oggi (a dispetto del cambio di conio). E mi ha poi portato a riflettere sul concetto di “sfiga”, condizione umana che tutto sommato è sinonimo di “normalità”: alla fine, per un motivo o per l’altro, siamo tutti un po’ sfigati; e chi non è sfigato, scagli la prima pietra.
Nel gioco dei ricordi, infine, aggiungo che per me gli 883 hanno sempre voluto dire “estate”, anzi, meglio, hanno sempre voluto dire “Festivalbar”. Ecco quindi perché ora, quando siamo tutti alla ricerca di un libro che ci accompagni nelle vacanze, Siamo qui noi di Giovanni Di Raimo potrebbe essere la scelta giusta.
(Ovviamente nell’attesa del suo prossimo volume dedicato a Zucchero Filato Nero di Mauro Repetto.)




































