Dunkirk
di Christopher Nolan
con Tom Hardy, Cillian Murphy, Mark Rylance, Kenneth Branagh, Aneurin Barnard, Harry Styles
dal 7 al 9 agosto per Warner 100
Un altro Nolan in attesa di Oppenheimer. Il modello sembrerebbe il cinema di guerra anni Sessanta, genere Il giorno più lungo: episodi a comporre un puzzle, ogni episodio un divo, in sequenza cronologica.
Sembrerebbe. Dunkirk, a cominciare dal titolo fa saltare gli schemi: Dunkirk è il nome inglese di Dunkerque, la città francese ai confini col Belgio dove nel 1940 l’esercito inglese e parte di quello francese in rotta, accerchiati, su una spiaggia davanti alla Manica, attendevano d’essere sterminati o fatti prigionieri. I 400mila soldati vennero salvati soprattutto dai civili partiti con barche da pesca, yacht e pilotine dai porti inglesi. Dunkirk è un film sull’orgoglio inglese di una sconfitta trasformata in vittoria, è la storia di un soldatino che cerca di imbarcarsi anche con l’inganno, di un uomo e due ragazzi, civili, che salpano in soccorso dall’Inghilterra, di un pilota che vola su uno Spitfire fino a finire la benzina, di un soldato disperato che non ce la fa più e degli altri 400 mila che aspettano sulla spiaggia con un comandante della marina che organizza un soccorso impossibile. Hanno tutti paura. Eroi in giro non risultano. Dunkirk non è in ordine cronologico: il buio e la luce si alternano, e dopo un primo momento di smarrimento capisci che Nolan racconta la storia muovendosi di traverso e all’indietro senza spiegazioni. Dunkirk è quasi muto, la sua forza è tutta nelle immagini in pellicola 70 millimetri (come i colossal di una volta) e gli effetti speciali sono così speciali che non si vedono, ma ci sono: così Dunkirk sembra un documentario della seconda guerra mondiale in luce livida e bagnata, e tutti gli attori, anche quelli molto famosi, sono vestiti, truccati e pettinati come le comparse senza nome dei documentari di guerra. Dunkirk è un effetto speciale: una macchina del tempo, porta “là” dove la nebbia di guerra non consente analisi storiche. Tasso di retorica? Ascoltate cosa dice un anziano civile che accoglie il ritorno un soldatino che si lamenta di essere solo un sopravvissuto…







































