La lunga corsa

Vita di uno che voleva essere prigioniero per sempre

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La lunga corsa
di Andrea Magnani
con Adriano Tardiolo, Giovanni Calcagno, Barbora Bobulova, Nina Naboka, Maksim Kostyunin

Nel primo film di Magnani, Easy- Un viaggio facile, il protagonista per trovare se stesso si metteva in viaggio con un carro funebre per riportare un morto in Ucraina. Un cambio di mondo. In questo film, ad onta del titolo, il protagonista Giacinto (Tardiolo) è stanziale come un fiore (doveva chiamarsi Rosa) e fa di tutto per non spostarsi: è nato in carcere, poi si fa arrestare, alla fine diventa guardia carceraria.  È una creatura ineffabile, sembra partorito da un film di Kaurismaki o di Alice Rohrwacher (era lui Lazzaro felice) e quindi si muove in un universo  favoloso, sempre un po’ sintetico. È evidente che a Magnani sta a cuore il simbolo e le azioni sono al suo servizio, fino al realismo magico. È un film anomalo, diverso, tenero: è anche risolto? Dipende dall’approccio dello spettatore.

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