Jeanne Du Barry- La favorita del re

La donna che fece innamorare Luigi XV

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Jeanne Du Barry
La favorita del re
di Maïwenn
con Maïwenn, Johnny Depp, Benjamin Lavernhe, Pierre Richard, Melvil Poupaud

Molto libera -ma ispirata- variazione sulla biografia di Marie Jeanne Bécu, figlia naturale di madre disinvolta e di un terziario francescano, intelligente,  inviata in convento, espulsa perché leggeva, accompagnatrice di libertini,  disinvolta per necessità, introdotta a corte per soldi dal marchese Du Barry e infine conquistatrice del cuore di Luigi XV detto“ il benamato”. Il film in realtà è sul crescendo dell’intelligenza di Maïwenn (addestrata alle belle maniere come  Julia Roberts  in Pretty Woman dal valet de chambre La Borde) che seduce un sorpreso Johnny Depp, per nulla “maledetto”, regale e molto preoccupato. In sostanza si potrebbe rititolare “Una cortigiana intelligente a Versailles si innamora (ricambiata) del re”. Classica la sequenza di abitudini,  norme, regole e comportamenti che vanno imparati per non deludere il re e la corte e non finire nel dimenticatoio se non peggio. Maïwenn le riassume in una scena in cui ride e dice “Ma è grottesco” e La Borde, che accudisce il re dal risveglio al sonno, risponde “No. È Versailles”. Dov’è la novità rispetto  ai polpettoni in costume? Che la mano è femminile, delicata ma radicale nell’eliminare il superfluo secondo lei, e che il punto di vista sembra invertire di quello di Molière: lui scrisse Le preziose ridicole, Maïwenn ci racconta “I preziosi ridicoli”. E la fatica di fare il re, e gestire la propria fragilità in un ruolo enorme, di cui è anche prigioniero: alla fine, la stessa persona che grida “Il re è morto” un attimo dopo grida “Viva il re” e tutti corrono a ossequiare il successore.

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