Venezia 80. Ferrari

Michael Mann alla Mille Miglia del '57 su Ferrari

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Ferrari, il Drake del cavallino rampante, è ruvido e di poche parole. Sembra un prodotto della sua officina di auto da corsa. In realtà è dilaniato dal dolore della perdita del figlio Dino e vive una complicata (e molto all’avanguardia per l’epoca) situazione (due famiglie, una di fatto, e nella seconda c’è un bambino che deve cresimarsi e non ha cognome, è figlio della colpa). Si sta per correre la Mille Miglia: se Ferrari che è alla bancarotta (fa auto solo per i re) riesce a vincere, a convincere la moglie (che ha un pacchetto azionario) e la Fiat (usando fake news), allora è fatta. Ci sono le corse, le strade dell’Italia del 1957, macchine meravigliose e da museo guidate da piloti che sembrano gladiatori morituri. Difficile ricreare tutti i particolari del tempo e gli effetti speciali aiutano negli incidenti che sembrano scene di guerra. Come in tutti film “storici”, le auto normali sono sempre troppo lucide perchè i collezionisti le lascino impolverare. Adam Driver non somiglia a Ferrari quanto certi film biografici non assomigliano alla realtà ma la reinventano. E forse ha troppi centimetri in più di Ferrari, ma il cognome è profetico (Driver è traducibile in pilota) e forse Michael Mann l’ha scelto per quello.

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