Venezia 80. L’ordine del tempo

La Cavani in villa in riva al mare in attesa della fine del mondo

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Il titolo L’ordine del tempo  e l’ispirazione vengono dal libro di Carlo Rovelli (un corpo celeste che ci cadesse in testa a due terzi della velocità della luce, deformerebbe il tempo e per paradosso arriverebbe prima di essere visto). Ma niente paura: i borghesi colti e ciarlieri che si ritrovano nella villa al mare di Alessandro Gassman e Claudia Gerini, resi inquieti dalla colf peruviana che sembra saperne di più del fisico Edoardo Leo, attendono, prima increduli, poi inquieti e infine  coinvolti, ma non troppo,  un asteroide che potrebbe, se colpisse la Terra, estinguerci come i dinosauri. E allora molto compostamente tutti rimeditano amori ed errori, si rinfacciano colpe e se le perdonano, parlano come su una terrazza e l’asteroide, forse quando vede che è un film italiano, cambia idea e se ne va. Liliana Cavani ha la mano leggera, forse troppo. E poi c’era già stato Melancholia di Lars Von Trier…

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