Si parte dalla rivoluzione francese: disgustato dai rivoluzionari e morso da un vampiro il soldato Pinoche non muore, attraversa il tempo, diventa il generale Pinochet che ha vampirizzato il Cile di Allende (vampiro di sangue, tanto, di presunti rivoluzionari comunisti, e di soldi tantissimi: un ladro insaziabile). Ora a duecentocinquanta anni d’età, afflitto dalla malinconia, tenta di morire, ma qualcuno col mantello da capo della giunta militare, vola come un pipistrello e si ciba di cuori umani (frullati, meglio se freschi). Ma è lui o una carogna quasi un sosia al suo servizio? L’ennesima biografia fantasiosa di Pablo Larrain è insieme politica e gotica: un sontuoso bianco e nero con caratteri viola con l’aggiunta dei parenti del mostro che rischiano di morire senza eredità (perché loro non sono immortali, solo ladri) e di una suora inviata speciale per fare un esorcismo al mostro. Ma uno come Pinochet ha il diavolo dentro? Quando saprete chi è la sua mamma penserete di no. Però, insomma, Larrain…
Venezia 80. El Conde
Pablo Larrain riscrive la storia di Pinochet in caratteri gotici







































