Lo Stato Sociale emoziona al Carroponte

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Lo Stato Sociale in concerto al Carroponte di Sesto San Giovanni - 2 settembre 2023 - © Foto: Riccardo Medana

Ieri sera al Carroponte è andata in scena la grande festa di fine anno de Lo Stato Sociale. Una data che si aspettava da molto tempo (i règaz non salivano su quel palco dal 2018) e che, in questi mesi, è stata spinta sui loro canali social come poche altre.

Il Carroponte ha risposto all’invito della band con entusiasmo. Quasi 7.000 presenti, per un gruppo che, nel momento più difficile della sua carriera (lo scorso 14 giugno è scomparso il loro manager, discografico, amico, Matteo Costa Romagnoli) si è abbandonato all’abbraccio del suo pubblico.

«Il tour è stato terapeutico per affrontare il dolore e l’ultimo disco è diventato un punto di partenzaha raccontato Albi Cazzola al Corriere La band è un totem che deve esistere».

IL CONCERTO

La serata, dopo l’opening act degli Espana Circo Este, inizia con “Pompa il debito”, brano di apertura di tutto il tour,  cantato da Bebo Guidetti e inserito in “Stupido Sexy Futuro”, il nuovo disco de Lo Stato Sociale che accompagna questi concerti estivi.

Il pubblico inizia a scaldarsi fin da subito, quando, come secondo brano arriva “Che benessere”, secondo singolo della band, cantato da Francesco Checco Draicchio e Lodo Guenzi, e va in visibilio con la canzone successiva, uno dei grandi classici de Lo Stato Sociale, “Mi sono rotto il cazzo”, introdotta da Lodo con una forte critica a questa classe politica, la peggior destra della storia e la peggior sinistra di sempre. Un duro attacco contro il classismo che avvolge la società perchè «Solo le persone ricche possono godere dei diritti».

La serata prosegue dritta, anche se in maniera diversa rispetto alle precedenti date del tour: trovano meno spazio i brani del nuovo disco, “Vita di m3rda 4ever”, “Tutti i miei amici” e “Anche i ricchi muoiono”, per lasciar ballare il pubblico sui brani più storici della band: “Sono così indie”, “Combat pop”, “Eri più bella come ipotesi”.

È proprio il pubblico una delle note più belle del concerto. I numeri, si direbbe, sono quelli di un palazzetto, anche se ne Lo Stato Sociale non si è mai fatta una rincorsa ai numeri.  Ma oltre alle mere presenze, quel che colpisce è il calore: mai domo, con tanta voglia di partecipare, e soprattutto molto ricettivo ai vari momenti dello spettacolo, da quelli più leggeri, a quelli più intimi e fragili.

I MOMENTI CLOU

I règaz non hanno timore di mettere sul palco le loro fragilità, le loro debolezze e le loro insicurezze. Il primo a farlo è Lodo, nel presentare “Per farti ridere di me” e nell’inciso di “In due è amore, in 3 è una festa”, quando interrompe a metà il brano per ricordare l’amico Matteo, il primo ad aver creduto il lui e che ha trasmesso ai ragazzi dei sogni che non sapevano nemmeno di avere, in quello che rimane uno dei momenti più toccanti del concerto.

Ma tutta la serata corre sull’onda dell’emotività e, talvolta, sfiora addirittura la magia. A spiegarlo è Albi Cazzola che, per presentare “Cromosomi”, una delle sorprese del concerto, racconta una storia particolare: uno dei brani di “Stupido Sexy Futuro”, “Tutti i miei amici”, contiene un verso: “Per Mario che ha venduto la chitarra a un fan / Per pagarsi le cure per il tumore”. Mario purtroppo è mancato, ma il ragazzo che ha comprato quella chitarra, una volta sentito il brano, non solo ha voluto contattare i règaz, ma ha riportato loro quello strumento permettendogli di suonarlo tra l’emozione di tutti.

In una serata così particolare non potevano mancare degli ospiti pronti a condividere il palco con Lo Stato Sociale: prima l’amico Cimini, poi Vasco Brondi, che hanno cantato rispettivamente “Ops, l’ho detto” e “Fottuti per sempre”, rendendo così ancora più speciale lo spettacolo.

IL FINALE

Arriva poi il momento finale, con i grandi brani che concludono il concerto, in un grande abbraccio (e pogo) collettivo: “Amarsi male”, “Una vita in vacanza” e “Abbiamo vinto la guerra”.

“La forza della banda è nello stare insieme e questa sera siamo stati insieme. Viva Matteo, viva Garrincha Dischi, viva Lo Stato Sociale”. Con queste parole di Bebo, tra gli applausi del pubblico, si è chiusa la serata.

A fine concerto si conta qualche lacrima, diverse risate, ma soprattutto la sensazione di essersi liberati, di aver abbassato le proprie difese e, per almeno un’ora e mezza, essersi “semplicemente” lasciati andare alle emozioni. Nel momento più difficile della sua carriera Lo Stato Sociale dimostra di essere, comunque, in salute. Con tante cicatrici, con molte ombre, con diverse ferite che solo il tempo potrà rimarginare. Ma estremamente unito, compatto. E con tanto, ancora, da dire.

SCALETTA

  1. Pompa il debito
  2. Che Benessere
  3. Mi sono rotto il cazzo
  4. Sono così indie
  5. Combat pop
  6. Eri più bella come ipotesi
  7. Per farti ridere di me
  8. In due è amore, in 3 una festa
  9. La musica non è una cosa seria
  10. Ops, l’ho detto (con Cimini)
  11. Fottuti per sempre (con Vasco Brondi)
  12. Cromosomi
  13. Niente di speciale
  14. Amarsi male
  15. Una vita in vacanza
  16. Abbiamo vinto la guerra

FOTO GALLERY

Le foto del concerto di Lo Stato Sociale al Carroponte di Sesto San Giovanni, sabato 2 settembre 2023

Mattia Luconi
Di origini torinesi, ma trapiantato ormai da diversi anni in quella magnifica terra che ha dato i natali ai più grandi musicisti italiani, l'Emilia. Idealista e sognatore per natura, con una spiccata sindrome di Peter Pan e con un grande amore che spazia dal Brit rock passando per quello a stelle e strisce, fino ai grandi interpreti italiani. Il tutto condito da una passione pura, vera e intensa per la musica dal vivo.

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