Richard Linklater usa il suo attore feticcio Glen Powell (Tutti vogliono qualcosa) e riscrive (con molta libertà) la storia di Gary Johnson, professore universitario che nei momenti liberi aiutava la polizia locale a beccare i disgraziati che cercavano un assassino a pagamento (Hit-Man). Agli appuntamenti si presentava lui e con una tecnica da attore professionista si fingeva un killer a tariffa ogni volta diverso, registrava i colloqui e li portava come prove in tribunale. Fino a che si innamora di una signora che vuole il marito morto. L’amore fa fare cose impensabili e il finto killer non solo invita l’aspirante vedova a desistere, ma poi quando il marito muore davvero la protegge. Fino a lì il film è un brillante paradosso e fa spesso sorridere, poi ha un climax da commedia degli errori (complice il poliziotto geloso a cui Johnson ha soffiato con le sue doti il ruolo) e si ride, ma alla fine non convince del tutto perché alle acrobazie bisogna stare attenti, anche come spettatori






































