Durante un’intervista sul red carpet degli Oscar 2023 il sessantatreenne Hugh Grant si è lasciato andare, con il suo tipico aplomb britannico, in una serie di commenti su Hollywood e sui suoi colleghi che hanno fatto il giro del web tra risate e sconcerto. Ma d’altronde lui è Hugh Grant!
Cosa si ci poteva aspettare se non un beffardo e semiserio disprezzo per il luccicante mondo delle star, che lo ha comunque visto tra i protagonisti per almeno due decenni? Negli ultimi tempi, ad esempio, ha dichiarato anche di odiare il finale di Notting Hill per svariati motivi, il suo balletto ridicolo in Love Actually, che ha definito una ghigliottina contrattuale, e di come cantavano male sia lui che Drew Barrymore in Scrivimi una canzone. Insomma per alcuni è un gran cafone e per altri è favoloso.

Il successo
Quello che sicuramente colpisce è indubbiamente l’interessante carriera di questo attore, su cui un giorno qualcuno magari fare un biopic, e sul suo folgorante inizio insieme a dei grandi registi come Michael Redford, Ken Russell e James Ivory, che gli darà la possibilità di vincere la coppa Volpi come miglior attore al Festival di Venezia per il film Maurice (1987).

Arrivano poi Roman Polanski, che lo vuole tra i protagonisti di Luna di fiele (1992), e Mike Newell, artefice del lancio definitivo della sua carriera con Quattro matrimoni e un funerale (1994).
Diventa un po’ il re della commedia romantica anni 90/2000 con una serie di successi come Nine Months – Imprevisti d’amore (1995), insieme a Julianne Moore, il bellissimo Ragione e sentimento (1995) con Emma Thompson e Kate Winslet, il famosissimo Notting Hill (1999) in coppia con Julia Roberts, Il diario di Bridget Jones (2001) e il film corale Love Actually (2003).
Nel mezzo un interessante thriller con Gene Hackman, Extreme Measures – Soluzioni estreme (1996), e la commedia che forse meglio lo rappresenta e che solo lui poteva interpretare, About a Boy – Un ragazzo (2002).

Il ritorno
Dopo il buon successo di Scrivimi una canzone (2007), dove interpreta un ormai dimenticato cantante pop anni ’80, e il flop di Che fine hanno fatto i Morgan? (2009), il nostro Hugh prima sparisce un po’ dai “radar”, tranne per qualche sporadica apparizione sul grande schermo, e poi torna in un ruolo acclamato dalla critica in Florence (2016), dove è il non fedele ma affettuoso marito della protagonista Meryl Streep, ricevendo anche una candidatura ai Golden Globe.
Seguirà l’interessante parte dell’investigatore privato un po’ carogna in The Gentleman (2019) di Guy Ritchie e l’acclamato ruolo nell’importante miniserie The Undoing – Le verità non dette (2020) con Nicole Kidman.
Una vita movimentata
Nella vita non si è fatto mancare una lunga relazione con l’attrice e modella Elizabeth Hurley, da molti definita la donna più bella del mondo, e una condanna per atti osceni in luogo pubblico.
Grant ha infatti tradito nel 1995 la sopracitata Hurley con la prostituta Estella Marie Thompson, in arte Divine Brown, facendosi arrestare con tanto di multa da 1.180 dollari, due anni di libertà vigilata e conseguente frequentazione obbligatoria di un programma di educazione sull’AIDS. Nel 2007 arriva poi un secondo arresto dopo aver colpito con una scatola di fagioli un fotografo.
Nell’attesa di rivederlo nel ruolo di un Umpa Lumpa in Wonka (2023), facciamo gli auguri a uno dei “mascalzoni” più amati del cinema.







































