“Questlove” e il suo libro impossibile

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Il bel libro pubblicato dalla Jimenez Edizioni, particolarmente attenta a far girar ein italiano opere che difficilmente troverebbero spazio, pubblica per l’Italia questo libro che ho definito impossibile: “Musica è Storia” del Dj, drummer e membro dei Roots oltre che produttore Questlove.

Perché impossibile? Credo che in Italia la musica non sia storia.

Mentre il libro ottimamente scritto, con Ben Greeman, abituale collaboratore di Questlove, proprio quello racconta: come la vita di un ragazzo del 1971 nato a Filadelfia sia profondamente e orgogliosamente intrecciata alla storia degli Stati Uniti d’America.

Il grado di approfondimento che Questlove riesce a mettere in piedi ne denuncia la grande intelligenza, sarebbe bello ricercare chi ha fatto altrettanto con la nostra produzione musicale.

Qui troverete elenchi di fatti storici, spesso americocentrici ma ci sta e tantissima capacità di analizzare il suono e approfondire le ragioni del fascino della musica, sia da ballare ma non solo perchè evidentemente il Nostro non si è fatto mancare nulla in termini di ascolto ed ora è pure un ricercatissimo dj che fa serate in giro per il mondo.

Cosa c’è di male in tutto questo? Proprio nulla, fa solo pensare mettere un libro così in relazione con la scena musicale e il relativo business italico, allora mi viene da pensare a una figura di musicista che potrebbe rappresentare un Questlove italico e…mi viene da piangere.

La Musica negli States, rappresenta comunque una voce molto importante del famigerato Pil e viene tenuta in grande considerazione come è giusto che sia, poi sicuramente non è che sia più facile affermarsi che qui, anzi ma, se hai dei numeri sono convinto che prima o poi arriverai.

Il libro gode di una felice traduzione da parte di Alessandro Besselva Averame ed è cosa rara in Italia essere capaci di mantenere il groove di un discorso letterario.

Correda la pubblicazione una bellissima playlist che trovate su Spotify per immergervi nel discorso e nella ricchezza dei paragrafi del libro

Fa male pensare come la musica in Italia sia solo numeri mentre qui è veicolo per una ricerca di giustizia e verità, valori umani e coolness.

C’è dentro una disamina di una serie di fenomeni musicali che vengono discussi con calore, come Michael Jackson, i Police, Miles Davis o Nina Simone.

Ci si rende conto che la musica che amiamo è realmente storia, perché quel suono lì ha innervato i pomeriggi dell’adolescenza e le mattine della nostra fase adulta, ed ora è profondamente intrecciata a noi tutti.

Un bellissimo libro.

 

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