La verità secondo Maureen K.

Come incastrare una sindacalista che dà fastidio

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La verità secondo Maureen K.
di Jean-Paul Salomé
con Isabelle Huppert, Grégory Gadebois, François-Xavier Demaison, Pierre Deladonchamps

Il regista Jean- Paul Salomé è lo stesso di La padrina (sempre con la Huppert), la storia della poliziotta della narcotici che per la sua conoscenza dell’arabo e dei giri di droga riusciva a mettere in  piedi un supertraffico insospettabile. Stavolta si sorride meno:  la Huppert è Maureen K, sindacalista che si batte per gli operai delle centrali nucleari nel periodo in cui la Francia passa da Sarkozy a Hollande. Un giorno Maureen K. viene trovata in cantina su una sedia, legata, bendata e azzittita con nastro isolante, con uno sfregio sul ventre e il manico di un coltello nella vagina. È l’esito di una serie di telefonate minacciose e di violenti alterchi con una dirigenza che  tratta sottobanco con i cinesi a cui sta per vendere impianti e know-how. Durante l’inchiesta, in un labirinto di management e politica,  Maureen K. passa da vittima a sospettata: viene accusata di essere bugiarda, mitomane e di essersi legata da sè: in fondo ha alle spalle un antico processo per stupro dall’esito ambiguo… Maureen K. sotto pressione  arriva persino ad autoaccusarsi.  Storia vera, nei titoli di coda spiega come è andata a finire. È un film su una persecuzione e  un manuale su come gestire la macchina del fango.

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