Felicità

Vita terribile di Desirè, bella, generosa, usata

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Felicità
di Micaela Ramazzotti
con Max Tortora, Anna Galiena, Matteo Olivetti, Micaela Ramazzotti, Beatrice Vendrami, Sergio Rubini

Desirè (Ramazzotti) per mestiere trucca gli attori, gli attori allungano le mani, la chiamano la bicicletta (“tutti ci hanno fatto un giro”), suo fratello ha scritto negli occhi il fallimento, sua  madre è ferocemente ottusa, suo padre è un guitto e un mostro che parla per luoghi comuni da sottoproletario incazzato di destra (qui il disastro dei figli è la miserabile avidità dei genitori) e il suo amante è il professore universitario Rubini, che in apparenza la spinge a reagire, ma si vergogna di lei, perché è carnale e ignorante. C’è nell’aria la malattia mentale come costruzione sociale. La prima tentazione che viene è dire che Micaela Ramazzotti regista ha messo insieme una collezione di personaggi disgraziati di Micaela Ramazzotti attrice, la seconda tentazione è chiedersi quando il cinema nostrano smetterà di flirtare coi coatti: però la regia per un’opera prima non è affatto male e comunque esci convinto che la regista e l’attrice abbiano a cuore questi temi. Magari più avanti arriverà anche voglia d’altro. A Venezia Felicità (titolo sarcastico, ma con una spiegazione) ha vinto il Premio degli spettatori- Armani Beauty.

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