Si balla in Italia? Certo che sì. Ma non se ne parla.
Com’è andata l’estate ’23 dal punto di vista della musica che fa ballare? Le vecchie e care disco secondo chissà quali dati e numeri sarebbero in calo e pure verticale, meno 30%. Sarà senz’altro così. Nella mia personale esperienza, però, questo calo però proprio non l’ho visto.
Posso elencare decine e decine di locali ben organizzati che sono andati molto bene. In tutta Italia. Il problema della ‘crisi delle disco’ credo sia ormai a chi crede che far ballare sia un po’ come aprire una pizzeria al taglio / panineria in una zona popolata in cui non ce ne sono… la situazione è questa: se fare discoteca & dintorni è sempre più difficile e deve essere fatto sempre meglio, in modo più professionale, chi lo fa, oggi fa più serate e ha più successo. Ma non se ne parla.
Purtroppo o per fortuna, infatti, del divertimento solo giovanile, in Italia, non se ne parla perché ballare è una faccenda da ragazzi e solo da ragazzi.
Se Taylor Swift in qualche modo può interessare anche a noi “splendidi” 40 – 50enni, un dj set di Nina Kraviz magari interessa ai modaioli se in quell’istante la bella (e bravissima) top dj siberiana è testimonial di qualche brand… se invece la nostra suona semplicemente allo Spazio Novecento di Roma con il consueto sold out da migliaia di persone, la cosa non fa notizia. E si parla, ancora, di una crisi, che mica c’è. Visto che si balla ormai dappertutto, mica solo in discoteca. Per dire, a Roma, sabato 23 settembre c’erano sia Peggy Gou, al festival Spring Attitude (che però si svolge in autunno) sia la già citata Nina.
A Milano, è vero, ci sono meno locali rispetto a qualche anno fa. Ma è una questione di quantità di concerti.
Ci sono ormai 2 o 3 concerti internazionali a settimana ed il portafoglio dei giovani lombardi è quello che è… se torneremo ad essere un po’ meno poveri, senz’altro il dopo concerto si arricchirà di eventi.
Non si parla neppure granché del successo ormai lunghissimo della Praja di Gallipoli a cura di Musicaeparole, che “resiste” alla grande con il Parco Gondar nonostante la chiusura del Samsara Beach. Eccome se resiste. Non si parla del fatto che ormai i beach party del Papeete Beach di Milano Marittima hanno fatto scuola, a Riccione ci sono quelli del Samsara (che qui si è trasferito da tempo). Non si parla del pienone, ogni sabato, di Villa Papeete, con show d’eccelellenza, mica solo con i soliti super dj. Se si parla di una disco di lusso e di successo assoluto come il Twiga è solo perché Briatore è antipatico.
E ovviamente non si parla di un top club elettronico come il Bolgia di Bergamo che vedete nella foto.
Il Bolgia, che un tempo era aperto solo dall’autunno alla primavera e che invece oggi fa ballare tutto l’anno, grazie ad un Garden a 10 metri in linea d’aria dall’A4. Il Bolgia non fa notizia perché invece di proporre solo top dj come Carl Cox e le già citate Peggy & Nina, spesso si concentra sul ritmo che verrà, come quello berlinese di Stella Bossi, oppure quello di Indira Paganotto, I HATE MODELS, 999999999. Se altrove si indugia ancora con la solita tech house, al Bolgia il sound è tempo soprattuto hard techno. Ovvero, per fortuna, non dà respiro.
Chiudiamo con la provincia italiana, in cui si balla parecchio e con un certo stile ma non se ne parla…
Lo si fa ad esempio in zone come Brescia & dintorni, ma, ancora, i media tacciono su abitudini e tendenze, perché solo giovanili. Se a Telgate (Bergamo) c’è una grande disco di successo come #Costez, ancora più particolare è il successo di un dj bar ad ingresso libero come Hotel Costez, a Cazzago, in piena Franciacorta. Il livello artistico è alto, la quantità di ragazze e ragazzi che ballano grazie al lavoro di Paolo e Francesco Battaglia cresce sempre. E che succede a Brescia città? A fine settembre inizia la 25esima stagione di Circus beatclub, una delle disco di riferimento in tutto il Nord Italia per qualità e quantità di proposte, visto che fa parte di un gruppo in continua crescita (di cui fanno parte anche Molo, estivo a Brescia e River, a Soncino – Cremona, aperto tutto l’anno). Il giovedì è hip hop con Rehab. Il venerdì è OffBeat, con party a tema. Il sabato, tutto nuovo, si chiama Crush. La domenica, la festa più chic. è Panorama.
Finché c’è ballo e c’è speranza e di ritmo per ora ce n’è, eccome. Se non se ne parla, pazienza.






































